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Il Tar condanna l’Assessorato Regionale alla Salute. Stop all’accorpamento dei laboratori di analisi

Il Tar Sicilia ha condannato l’assessorato regionale alla Salute stabilendo che i laboratori di analisi non dovranno aggregarsi al fine di raggiungere una soglia minima di prestazioni.

La vicenda è partita quando i titolari di due laboratori di analisi cliniche di Palma di Montechiaro e di Aragona avevano impugnato davanti al Tribunale amministrativo regionale, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, il decreto dell’Assessore Regionale della Salute che imponeva la decadenza automatica dell’accreditamento nell’ipotesi di omessa presentazione di formale istanza di aggregazione per raggiungere una soglia minima di prestazioni.

Gli avvocati Rubino e Alfieri hanno citato numerosi precedenti giurisprudenziali sottolineando “l’illegittimità di una previsione temporale assai ristretta al fine di realizzare l’aggregazione tra laboratori per il raggiungimento di una soglia minima di prestazioni, l’illegittimità della sanzione della automatica decadenza dell’accreditamento di ogni singola struttura nell’ipotesi di esito negativo del procedimento di accreditamento dell’aggregato”.

Inoltre, i legali hanno “censurato la violazione dei principi comunitari in materia di concorrenza e di autonomia privata, atteso che il sistema di accorpamento tra le strutture, oltre a comportare un’evidente alterazione della libera concorrenza, determina una vera e propria posizione dominante delle strutture più forti, con conseguente pregiudizio per i consumatori”.

Ma l’assessorato regionale alla Salute si è costituito in giudizio, rappresentato e difeso dall’avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, per chiedere il rigetto del ricorso “previa reiezione della richiesta cautelare di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato”.

Il Presidente della Terza sezione del TAR Sicilia, Solveig Cogliani, “visti i presupposti di gravità ed urgenza scaturenti dall’eventuale interruzione dell’attività dei laboratori di analisi”, aveva prima accolto la richiesta di misure cautelari monocratiche avanzata dai difensori sospendendo “l’efficacia della sanzione automatica della decadenza dall’accreditamento contenuta nel decreto assessoriale impugnato”.

Ed infine il Tar Sicilia sezione terza, condividendo le censure formulate dagli avvocati Rubino e Alfieri, ha accolto la richiesta cautelare di sospensione dell’efficacia del decreto assessoriale impugnato, condannando l’assessorato regionale anche al pagamento delle spese giudiziali della fase cautelare.

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