Tu sei qui
Home > Cronaca e Attualità > Canicattì > Canicattì. Sequestro di beni da oltre due milioni di euro per la famiglia Marturana

Canicattì. Sequestro di beni da oltre due milioni di euro per la famiglia Marturana

gaetano-filippo-roberto-marturanaGli agenti di Polizia nelle scorse scorse hanno reso esecutivo il provvedimento della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento sequestrando il patrimonio della famiglia Marturana di Canicattì.

Come reso noto in mattinata in una conferenza stampa nella sede della Questura di Agrigento, sono stati sequestrati numerosi beni immobili, mobili e rapporti finanziari di proprietà o nella disponibilità dei fratelli canicattinesi Gaetano (51 anni), Roberto (38 anni) e Filippo (47 anni) Marturana e della loro madre Angela Luvaro (74 anni) coinvolti nell’operazione antiusura denominata “Tie Break”.

Il valore dei beni sequestrati è di oltre due milioni di euro tra case, terreni, auto e conti bancari. Per la precisione: tre appartamenti a Canicattì, uno a Torino, due magazzini a Canicattì, la quota di sei magazzini sempre a Canicattì, un magazzino in contrada Grottarossa a Caltanissetta, 4 particelle di terreno a Naro per una estensione di circa due ettari, 15 particelle a Grottarossa per una estensione di circa 7 ettari, la quota di 40 particelle a Naro per una estensione di circa 25 ettari, una cassetta di sicurezza, un conto corrente.

Figura centrale dell’intera vicenda è Gaetano Gioacchino Mario Marturana, attualmente in carcere perché condannato all’ergastolo per l’omicidio di Angelo Anello, commesso nel luglio 2005 e già arrestato perchè coinvolto nell’operazione “Tie break” che smantellò un’agguerrita banda di usurai, nonché già sottoposto alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di Ps.conferenza-questura-marturana-canicatti

Come si legge nella nota della Questura, i Marturana sono considerati “promotori, organizzatori o semplici partecipi di una associazione a delinquere dedita all’attività usuraia”.

Va ricordato che l’operazione “Tie Break” scattò nel settembre 1998 quando finirono in carcere più di venti persone. Il processo si è concluso nel 2010 con undici condanne per complessivi 66 anni di carcere. La condanna più pesante, 13 anni di carcere, riguardò proprio Gaetano Marturana, ritenuto la mente dell’organizzazione di usurai. La madre venne condannata a 7 anni di reclusione mentre a 5 anni fu condannato Roberto Marturana

Il dirigente dell’anticrimine della Questura di Agrigento, Giovanni Giudice, ha spiegato: “L’indagine partì nel lontano ’98 per usura a Canicattì e furono condotte dalla Squadra mobile e dal Commissariato di Canicattì. Il questore ha eseguito questa misura che è stata accetta quasi in Toto dal tribunale di Agrigento. Queste disponibilità patrimoniale sono state realizzate attraverso il delitto. Marturana è il vero promotore, violento e determinato. Commetteva attentati contro vittime di usura e gravitava all’interno del territorio criminale di Canicattì. Uno dei suoi sodali era Calogero Ciulo, ucciso a Canicattì nel 2013. Pur non essendo mafiosi, appare quasi scontato che questo soggetto abbia un lasciapassare anche dalle consorterie mafiose presenti in quella zona. Occorre fare una riflessione: la nuova frontiera – ha aggiunto – è quella di colpire i soggetti non contigui all’organizzazione mafiosa ma che comunque si sono creati una nicchia in cui guadagnano illecitamente. Il nostro compito è quello di scovarli perché molte volte sono loro stessi i prestanome dei mafiosi”

Pubblicità Lirenas Gas

Ultime news

Su