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Licata. Scuole ancora chiuse. Si contano i danni. Crocetta: saranno stanziati 30 milioni di euro per aiutare la città

licata-allagataMentre Licata conta i danni, la Regione Sicilia non si tira indietro ed è pronta ad aiutare economicamente e fattivamente la città.

L’assessore all’Agricoltura Cracolici, Antonello Cracolici, ha inviato gli operai dell’Esa con due ruspe e una squadra di intervento “per aiutare la città danneggiata dagli allagamenti causati dal nubifragio delle ultime ore. Da martedì entrerà in azione una terna, con altre unità di personale. L’ispettorato di Agrigento avvierà le verifiche sullo stato delle imprese agricole. Se necessario utilizzeremo anche i forestali.”

Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, invece, nell’esprimere solidarietà alla comunità licatese, ha annunciato che “Il gov­erno presenterà in aula u­n emendamento alla le­gge di assestamento d­i bilancio, per stanziare trenta milioni di euro a favore­ della città. Occorre­ intervenire per riparare guasti del ­passato che hanno dis­trutto la città, elim­inando quei problemi strutturali­ che possono mettere­ in ginocchio il territorio”.­

Intanto oggi le scuole sono rimaste ancora chiuse e si fanno le prime stime approssimative.  Si parla di un danno di almeno un milione, un milione e mezzo, se non di più, per i commercianti licatesi che hanno dovuto letteralmente buttare la merce rovinata dall’acqua che è penetrata nei negozi. Per non parlare dei possibili danni strutturali tanto nei negozi stessi che nelle abitazioni private.

Su questo argomento è intervenuta la Cna di Agrigento: “L’economia licatese – si legge nella nota a firma il segretario Piero Giglione e il presidente Mimmo Randisi – ha subito una nuova, dura, mazzata per via dell’abbondante pioggia caduta sulla città che si è rivelata non adeguatamente protetta. È presto per avere una stima precisa dei danni subiti, ma è evidente che gli effetti rischiano di far collassare seriamente il tessuto produttivo locale, già reso fragile e debole da una crisi economica ancora non superata. L’acqua ha invaso i negozi, le sedi delle attività, rovinando merci e deteriorando impianti e attrezzature, oltre a danneggiare gli stessi ambienti di lavoro. Purtroppo Licata sconta un deficit infrastrutturale, che la rende particolarmente vulnerabile. La battaglia, adesso, – continuano Giglione e Randisi – dovrà correre su due binari. Una, in termini di richiesta di fondi, per la realizzazione delle opere necessarie, in modo da potere meglio fronteggiare eventuali altri momenti di emergenza legati al maltempo. L’altra deve riguardare la richiesta dello stato di calamità naturale per garantire il necessario ristoro economico alle aziende colpite e affondate. La nostra Confederazione già da domani, attraverso anche i suoi massimi esponenti regionali e nazionali, si adopererà e farà concretamente la propria parte”.

 

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