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“Che la Bellezza possa splendere a Canicattì”. L’auspicio dell’assessore Di Natali. L’amministrazione vuole una città splendente e bella

canicattiL’assessore di Canicattì, Enzo Di Natali, ha voluto affidare alle nostre pagine una propria riflessione sulla città che amministra, quella Caznicattì su cui è focalizzata anche l’attenzione della nostra testata che nasce e opera principalmente nella “Città dell’Uva Italia”.

L’intervento di Di Natali si apre con l’auspicio “Che la Bellezza possa splendere a Canicattì”.

Scrive Di Natali:

Forse ai lettori può sembrare fuorviante questo mio articolo e certamente non mancheranno delle osservazioni, pungenti se non proprio distruggenti; tuttavia, non ci facciamo intimorire, convinti della bontà del nostro argomentare, anche alla luce di una solida tradizione culturale canicattinese, che si è affermata nel tempo. Certo, mi rendo conto, che come amministratore della città sarebbe più opportuno che noi parlassimo subito di lavoro, di sviluppo, di problematiche giova

Enzo Di Natali
Enzo Di Natali

nili, di città a misura d’uomo, meno caotica e altro ancora che lascio alla fantasia del lettore. Non nascondo che sono temi di grande attualità, nei confronti dei quali la politica deve dare risposte energiche, risolutive e, sarebbe veramente opportuno, immediate, perché di questo ha bisogno la nostra gente, alfine di assicurare un futuro migliore ai giovani ed evitare che nel prossimo ventennio ci ritroviamo un pugno di rimbambiti intenti a giocare a briscola, aspettando nella solitudine il nostro trapasso. Ma non solo questo! La nostra città ha bisogno di bellezza, cioè essere bella, alfine ogni cittadino e ogni passante possa dire: questa è una città in cui l’arte, il decoro, la pulizia riescano ad alzare il capo e a guardare oltre la siepe, per usare una metafora prettamente leopardiana.

La storia insegna che dopo l’Armistizio, i nostri soldati ritornati a casa erano afflitti, senza futuro, senza alcuno scampo, sbandati e in cerca di un porto sicuro per usare un’altra metafora letteraria molto in uso. E prima di sedersi a tavola e riempire lo stomaco, i genitori chiesero ai propri figli reduci di fare un bagno profumato per respirare aria nuova e riflettere nel proprio animo la bellezza per rinvigorire le proprie membra, ritemprare il proprio corpo e risollevare lo spirito.

La storia di Canicattì è storia di bellezza. Tra la fine dell’Ottocento e lungo il Novecento, i nostri padri costruirono fontane, aiuole, ville (come dimenticare il parco delle rimembranze!), luoghi di ritrovo che oltre al decoro urbano consentivano di riempire i polmoni del bello. E i viaggiatori, passando per la città di san Diego, ammiravano le fontane che erano poste all’inizio del paese (come non ricordare la stupenda fontana dell’Acquanuova!). La bellezza dava fiducia alle capacità umane; era la strada maestra per trovare le soluzioni alle complesse problematiche, ai momenti di depressione e di nichilismo, tanto che il noto romanziere russo Dostoevskij – profeta spesso inascoltato – ebbe a sentenziare: la Bellezza salverà il mondo, e io desidero concludere, questo mio breve articolo, dicendo che la Bellezza trasformerà i nostri Comuni, nei confronti dei quali ogni Amministrazione non deve lesinare iniziative, anche nei cosiddetti periodi di ‘vacche magre’. Lo spirito umano ha bisogno di un nuovo slancio che possa dare fiducia per divenire creativi. E per una Canicattì splendente e bella, questa Amministrazione desidera spendersi al meglio, con risultati che verranno nel tempo e che porteranno ad avere aiuole illuminate, piazze al centro delle periferie a riscoprire la pittura sia dei fratelli Guadagnino sia del recente Diego Sgammeglia.

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