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Licata. L’opposizione a Cambiano: giri meno per le tv e dia risposte ai livatesi

licata municipioAll’indomani delle mancate dimissioni, inizialmente annunciate, del sindaco di Licata, Angelo Cambiano, i consiglieri di opposizione hanno emesso una nota in cui espongono il loro pensiero sulla vicenda e invitano il sindaco a fare meno “passerelle” televisive e a lavorare per dare risposte alla città e ai cittadini.

A firmare la nota Giuseppe Russotto, Calogero Scrimali, Vincenzo Sica, Tiziana Sciria, Violetta Callea, Antonietta Grillo, Laura Termini, Piera Di Franco, Antonino Terranova, Angelo Vincenti, Alessio Munda, Giada Bennici, Francesco Moscato.

I consiglieri in questione scrivono:

Cala il sipario sulle annunciate dimissioni del Sindaco di Licata. Angelo Cambiano, ovviamente, non si dimetterà. Ma cosa ha fatto desistere il Sindaco dal suo proposito? Sembrerebbe la promessa di esponenti del governo nazionale e regionale di istituire un tavolo permanente che dia luogo ad un “patto per Licata”, con interventi straordinari sulle varie emergenze cittadine. In altri termini la presunta promessa di fare arrivare soldi a Licata. Quanti tavoli di questo tipo hanno storicamente raggiunto l’obiettivo e fatto arrivare soldi? … se poi consideriamo le cose che si dovrebbero finanziare i dubbi aumentano. Qualcuno riesce ad immaginare davvero che la UE lascerebbe finanziare le attività produttive in spregio alle regole sulla concorrenza?

Il Sindaco omette di ricordare che, per esempio, siamo stati esclusi dal “patto per la Sicilia” perché il comune non ha presentato nessun progetto quando avrebbe dovuto e non per colpa dell’odiata politica. Ma per ritornare al tema, si è invocata equità chiedendo che si demolisse ovunque e non solo a Licata, ma in realtà si pensava di fermare le ruspe. Il Sindaco simbolo della lotta all’abusivismo edilizio, che minaccia dimissioni se la regione approva l’emendamento “Fazio”, vuole che la regione prenda provvedimenti risolutivi ed immediati. In altri termini il sindaco avrebbe voluto fermare le ruspe nelle more di questi fantomatici provvedimenti, senza neppure chiederlo per evitare di sporcare il suo vestito lindo di “nuovo” paladino della legalità. Ma cosa ha ottenuto in concreto il sindaco dopo un altro atto di questa commedia? Ha ottenuto, e non poteva essere altrimenti, che a Licata si continuasse a demolire mentre altrove sono ancora a caccia delle risorse; ha ottenuto la promessa di un tavolo di discussione (non si è mai negato a nessuno) su Licata ed una convocazione a Palermo; ha ottenuto un’altra puntata da Giletti (con buona visibilità mediatica personale); ha ottenuto un maggiore isolamento della città rispetto agli altri comuni del comprensorio. Quindi il sindaco rispetto al tema delle demolizioni non ha ottenuto nulla e rispetto ai bisogni della città ha ottenuto una promessa difficilmente realizzabile e che, dopo il referendum costituzionale, potrebbe essere carta straccia.

Premesso che la legge va rispettata e le sentenze eseguite pure se altrove non lo fanno, il sindaco continuerà, per usare il suo esempio, a non poter spiegare ai suoi cittadini che la legge è uguale per tutti, perché mentre a Licata si demolisce, nella villetta a pochi metri ma ricadente in un altro territorio, invece non lo si fa. Questa era la ragione irrisolta delle sue annunciate dimissioni. Il tema dell’equità e della diversa percezione di un senso di ingiustizia era un tema serio che andava posto a monte di questa vicenda e non certamente dopo l’inizio delle demolizioni, quando inevitabilmente, a torto o a ragione, si è diffuso il senso di “vessazione” sui licatesi.

Comunque, questa riaccensione dei riflettori su Licata è stato motivo per tenere la città in uno stato di sospensione. Sono trascorsi 20 giorni da quando il sindaco ha azzerato la giunta ed ancora non è venuto a riferire ai licatesi in Consiglio Comunale su cosa vuole fare e con chi. Abbiamo assistito ad una girandola di incontri con leader di caratura nazionale nell’antica concezione politica che questi possano costringere i referenti locali ad accettare accordi chiusi dall’alto e sulle loro teste. Questo modo di procedere mortifica la dignità delle persone e testimonia una concezione della politica e della cosa pubblica sprezzante del territorio e di ogni forma di democrazia partecipata, altro che “nuovo che avanza”.

Caro Sindaco noi abbiamo atteso le sue mosse in religioso silenzio, non abbiamo chiesto una interlocuzione con lei, ma lei, che è uomo della legalità, dia luogo ad un suo obbligo di legge, non convochi conferenze stampa ma venga in Consiglio e lì indichi la strada che vuole percorrere, il programma che vuole realizzare e dica con chi vorrebbe andare avanti alla luce del sole. La città è paralizzata e mentre lei gira per i talk show al fine di ottenere promesse, i licatesi vivono i problemi:

· del lavoro, per risolvere il quale in assenza di una qualsiasi idea di sviluppo, emigrano;

· delle tassa sui rifiuti, troppo alta a fronte di un servizio scadente e per il quale lei ha appena approvato una ordinanza sindacale contingibile ed urgente (di cui non si ravvisano i presupposti giuridici) che ripropone “l’house” (contro una delibera di consiglio comunale che prevede l’esternalizzazione) e per la realizzazione della quale ha creato uffici e nominato responsabili;

· del funzionamento del depuratore per garantire la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente attraverso una verifica effettiva sul corretto funzionamento, aprendo un vero contenzioso con Girgenti Acque che possa portare alla rescissione del contratto e alla restituzione ai cittadini del canone di depurazione;

· dell’utilizzo del refluo per fini irrigui che, dopo avere espletato una gara non viene affidato agli aggiudicatari;

· della valorizzazione del patrimonio artistico e monumentale di Licata, magari evitando di sbagliare le tabelle turistiche, buttando soldi pubblici al vento;

· del recupero del centro storico e delle periferie, mete dei soli cani randagi;

· del potenziamento della vocazione turistica della città , mortificata dalla pubblicità negativa che la vicenda dell’abusivismo edilizio ha inevitabilmente determinato;

· Della certezza, per i dipendenti comunali, di percepire lo stipendio il 27 come tutti i dipendenti della P.A.

· etc etc

Per fare tutto questo serve un Sindaco ed una amministrazione nel pieno delle sue funzioni e con delle idee, dei progetti ed un programma da realizzare. Noi non vediamo nulla di tutto questo, vediamo il suo protagonismo personale ed una città divenuta, suo malgrado ed in solitudine, la capitale dell’abusivismo e dell’anti-abusivismo sospesa in attesa di miracoli che arrivino dall’alto.

Licata e i licatesi meritano di assurgere agli onori della cronaca per altro.

 

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