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Licata. Cambiano non si dimette

angelo cambiano sindaco licata-2Il sindaco di Licata, Angelo Cambiano, non si dimette e rimane al suo posto. Gli ultimi giorni, le ultime ore, gli interventi e la vicinanza di Crocetta, Alfano e del mondo politico hanno quindi dissuaso il sindaco dal mollare e lasciare la città aprendo una crisi politica che non gioverebbe in un momento così delicato.

Cambiano, nel sottolineare la vicinanza del mondo politico e delle istituzioni, su tutti Alfano e Crocetta, ha riferito che il presidente della Regione si è scusato con lui e tutta la città di Licata.

E domani i due si incontreranno a Gela per parlare del “Patto per Licata”. Al centro la delicata questione abusivismo ma non solo. Infatti si discuterà anche di investimenti per la città, su tutti sulla SS115.

Ma non è il solo incontro che vedrà protagonista Cambiano nei prossimi giorni. Infatti mercoledì prossimo è previsto un incontro con l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Maurizio Croce; giovedì con il presidente del Senato, Pietro Grasso.

Alla conferenza stampa era presente il comitato degli ex proprietari di immobili abusivi con in testa Gianluca Mantia ed è nato un “dibattito” tra i due con Cambiano che ha accusato Mantia, che va ricordato non è un “abusivo”, di continuare a fare propaganda in vista di una prossima tornata elettorale.

Chiamato in causa sui due arresti in merito all’incendio della casa di campagna della sua famiglia in contrada Canale, Cambiano ha sottolineato che si tratta di una pagina non chiusa perché “Non sono loro i mandanti”.

Sul tema abusivismo Cambiano ha ricordato che “Non è una scelta politica ma un obbligo di legge” e fatto presente come il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, gli abbia fatto sapere di aver stanziato oltre 100.000 euro per continuare le demolizioni nei pressi della Valle dei Templi.

Ma quello dell’abusivismo non è il solo problema di Licata, città in cui Cambiano proseguirà la sua opera “A testa alta”. E adesso il sindaco, che ha smentito anche la notizia secondo cui gli sarebbero stati offerti “posti” all’Ars, in Parlamento, da assessore o addirittura ministro, sarà chiamato a ricomporre una giunta che è stata azzerata.

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