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“Carica delle 104” nell’Agrigentino. Insegnanti chiedono vertice al Provveditore

agrigento 104Continua la lotta e la polemica sulla “Carica delle 104” nell’Agrigentino con gli insegnanti che si sono rivolti alle associazioni di difesa del cittadino e del consumatore protestando “perché le persone, pur avendo utilizzato i benefici della legge 104, non sono stati tutti invitati a verifica”.

Come spiegato da Pippo Spataro del movimento Difesa del cittadino e da Manlio Cardella dell’Unione nazionale consumatori, le associazioni chiedono un incontro con il provveditore ed auspicano la “consegna dell’elenco completo dei beneficiari dei trasferimenti e l’elenco degli invitati a verifica per verificarne l’esatta corrispondenza o le motivazioni delle esclusioni. Degli inviti a verifica vorremmo, poi, conoscere gli esiti e le conseguenziali determinazioni del provveditore.

Ci risulta – continuano i due – che, laddove le verifiche Inps hanno prodotto una non conferma delle percentuali che hanno dato origine ai benefici, il Provveditorato sembra aver emesso – solo per alcuni – una revoca dell’ultimo trasferimento. La cosa strana è che sembra che questi ‘provvedimenti di revoca’ riguardino solo una sparuta minoranza di lavoratori a fronte di elenchi Inps che sembrerebbero ben più corposi. Bisogna comunque capire – si legge ancora – se la verifica straordinaria ha certificato l’assenza dei requisiti, è giusto revocare i benefici dei trasferimenti? Se invece la verifica ha potuto solo accertare la non permanenza di una percentuale, allora la revoca dei trasferimenti è un atto illegittimo, essendo riferito a tempo diverso dall’accertamento stesso a suo tempo effettuato e i relativi benefici prodotti non possono essere lesi o dichiarati nulli a posteriori.

Chi ha prodotto certificazioni false – si legge infine – deve avere revocati i benefici della legge 104, a tutela di chi ne ha diritto. Ma non possiamo permettere l’abuso al contrario, ossia che si faccia di tutta l’erba un fascio. Il che rischia di produrre molte ingiustizie”.

Le associazioni chiedono quindi un incontro al provveditore di Agrigento. La segnalazione è stata anche mandata alla Procura. Il richiamo delle associazioni è il “rispetto delle norme e alla legittimità degli atti prodotti”

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