Tu sei qui
Home > Cronaca e Attualità > Delia. Dimostrata l’assenza di gravi indizi di colpevolezza, scarcerato Valenti

Delia. Dimostrata l’assenza di gravi indizi di colpevolezza, scarcerato Valenti

Luciano Valenti
Luciano Valenti

Luciano Valenti, uno dei tre arrestati per il furto di arnie compiuto a fine luglio in un agro di Serradifalco, è stato scarcerato. Oltre a Valenti furono protagonisti della vicenda anche i fratelli Giovanni e Alfonso Clizia. Ma per quest’ultimo e per lo stesso Valenti l’accusa non è soltanto di furto aggravato ma, complice una vicenda parallela, anche di sequestro di persona e rapina. La vicenda risale allo scorso maggio quando un’ottantenne di Serradifalco denunciò l’irruzione a casa di quattro uomini, tre a viso coperto e uno scoperto, che lo legarono a una sedia e rapinarono di circa 1.500 euro.

Luciano Valenti e Alfonso Clizia erano finiti nel mirino degli investigatori che avevano messo sotto controllo i loro telefoni e l’uno agosto, a seguito del furto di arnie, insieme a Giovanni Clizia vennero arrestati. Ma se per Giovanni Clizia l’accusa era “soltanto” di furto aggravato, reato per cui è già stato sottoposto ai domiciliari, l’altro Clizia e Valenti erano rimasti in carcere visti i pesanti capi di accusa dopo l’udienza di convalida dello scorso 3 agosto.

Il nuovo difensore di Valenti, l’avvocato Luigi Di Natale, nominato l’8 agosto, è però riuscito nell’ “impresa” di far scarcerare l’assistito durante il Riesame. Infatti la tesi accusatoria era fondata su tre aspetti: il riconoscimento fotografico effettuato dalla vittima; le intercettazioni telefoniche in cui si paventava, secondo l’accusa, la possibilità di fuga in Romania; la ricostruzione degli spostamenti tramite le celle telefoniche.

La cella in questione è quella di Monserrato che, come dimostrato da Di Natale, copre sì il territorio di Serradifalco ma anche quello di Delia e, di conseguenza, la casa di Valenti. In merito al possibile pericolo di fuga, emerso dalle intercettazioni, è stato dimostrato come Valuigi di natale avvocatolenti parlava non di fuga ma di viaggio in Romania. Un viaggio, tra l’altro, rimandato di qualche giorno  smentendo così l’immediatezza che implicherebbe appunto una fuga in una situazione di possibile pericolo. Terzo punto il riconoscimento da parte dell’anziano che ha parlato di vaga somiglianza e che aveva fatto una ricostruzione sommaria dell’uomo a viso scoperto che solo in parte coincideva con quella del Valenti.

Vista l’ “assenza di gravi indizi di colpevolezza” messa in risalto da Di Natale, il collegio del Riesame ha deciso per la scarcerazione di Valenti e l’annullamento delle misure coercitive rimettendolo in libertà seppur con l’obbligo di firma avallando, quindi, in toto la tesi difensiva dell’avvocato Di Natale. Obbligo di firma che è stato sancito perché Valenti ha confessato di essere stato complice di Clizia nel furto di arnie.

Pubblicità Lirenas Gas

Ultime news

Su