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Cala il Sipario sul Festival “Strada degli Scrittori”. Tra gli altri presente Vittorio Sgarbi

strada degli scrittori 3L’architettura chiaramontana del Castello di Racalmuto ha fatto da sfondo alla piazza Umberto I dove si è svolta l’ultima giornata dell’anteprima del Festival della Strada degli Scrittori. Al centro un incontro condotto da Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della Sera e ideatore del progetto Strada degli Scrittori, con l’antropologo Nino Buttitta, il critico d’arte Vittorio Sgarbi e monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale. Una conversazione a più voci, sul tema “Feste religiose, tra preghiere e inchini”, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Racalmuto, retto da Salvatore Picone, e dalla Fondazione Sciascia con il coordinamento e la comunicazione del Distretto Turistico Regionale Valle dei Templi.

Diversi gli spunti di riflessione forniti nel corso del dialogo che dall’eredità degli autori protagonisti della “Strada degli Scrittori” hanno saputo ricondurre all’attualità. Lascia il segno certamente la celebre frase di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, tratta da un colloquio con Chevalley nel “Gattopardo”: “In Sicilia non importa far male o far bene. Il peccato che noi siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di fare” accennata da Sgarbi in riferimento alla sua sindacatura di Salemi. Per il critico d’arte, per il quale Sciascia è il più grande scrittore civile dopo Manzoni, i cui personaggi sono i protagonisti del suo tempo, è stata occasione per visitare pure la Fondazione intitolata allo scrittore, chiese ed edifici storici, nonché, insieme agli altri ospiti della serata, poter ammirare la mostra fotografica “In Sicilia. Cronache del paesaggio ultimo” di Ezio Ferreri in esposizione, nell’ambito delle manifestazioni per il 60esimo anniversario della pubblicazione di “Le Parrocchie di Regalpetra”, al MuRa-museo d’arte contemporanea del Castello Chiramontano e visitabile fino al 30 settembre.

A concludere la serata sono stati gli interventi del primo cittadino di Racalmuto, Emilio Messana, e dell’assessore alla Cultura, Salvatore Picone.

 

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