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Gli negano rinnovo del porto d’armi. Tar condanna Ministero dell’Interno

tar_palermoUn 33enne di Favara potrà riottenere la licenza di porto di fucile per la caccia. Lo ha stabilito il Tar Sicilia che ha condannato il Ministero dell’Interno al pagamento delle spese giudiziali.

Il tribunale amministrativo regionale, infatti, ritenendo fondate le censure formulate dai legali del giovane, gli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza, ha accolto il ricorso, annullando il provvedimento di rigetto impugnato.

La vicenda è cominciata quando il 33enne ha chiesto il rinnovo del tesserino alla Questura che, invece, gliel’ha negato perché “risultava asseritamente frequentare soggetti pregiudicati e il padre era stato denunciato per truffa e turbata libertà degli incanti”.

Il giovane allora ha provato a visionare gli atti, ma anche in questo caso gli è stato negato. Allora il favarese ha presentato ricorso davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino, che è stato accolto con contestuale ordine di esibizione degli atti richiesti. Ma la sentenza non è stata eseguita, e il giovane ha proposto un altro ricorso per l’esecuzione del giudicato, sempre con il patrocinio dello stesso legale, chiedendo la nomina di un commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inadempienza. Anche in questo caso il TAR ha accolto il ricorso, con condanna del Ministero dell’Interno al pagamento delle spese giudiziali. A questo punto l’Amministrazione ha rilasciato gli atti richiesti. Infine, il 33enne ha  adito al tribunale amministrativo, con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza,  per l’annullamento del diniego opposto alla richiesta di rinnovo della licenza di porto di fucile.

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