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Delia. Il sindaco Bancheri replica con un manifesto a Messana

bancheri deliaDopo l’attacco dell’ex sindaco Calogero Messana e la replica video affidata Facebook, il sindaco di Delia, Gianfilippo Bancheri ha replicato ulteriormente con un manifesto che ieri mattina è stato affisso per le vie cittadine.

Bancheri replica punto su punto a Messana, che si professa vittima di una campagna diffamatoria, per due motivi e cioè “Non rendermi complice, con il silenzio, delle menzogne di un personaggio da rilegare ormai negli archivi dell’antropologia politica deliana e per tutelare l’immagine dell’ente che rappresento”.

Ma ecco il testo del manifesto dell’attuale sindaco: “È vero che la determinazione sindacale n.87 del 29/5/2009 che aumentava del 50% la Tarsu porta la firma di Calogero Messana. Messana dice che ha firmato l’aumento perché gli fu proposto dai dirigenti comunali. Lo smemorato Messana non dice però che i dirigenti degli uffici comunali hanno redatto l’atto in seguito ad una sua direttiva. Ci vuole un bel coraggio a scaricare la botte sui dirigenti. Non è certo un bell’esempio di responsabilità. Altro che spirito di servizio.

Messana dice che l’aumento fu concordato con la sua squadra di governo che accusa di non aver mai fatto in quegli anni (2008 – 2013) proposte di riduzione della tariffa. È falso perché l’alternativa era stata ampiamente discussa con l’ex sindaco Messana il quale era al corrente dei dati e delle informazioni per prendere una decisione adeguata. Si trattata sol di fare una scelta politica tra due visioni diverse, tra due diversi modi di governare. Messana ha scelto quello di aumentare la Tarsu del 50%.

Messana parla di ‘salasso fiscale’ del 2015 e anni successivi a carico dei cittadini residenti e non residenti. È falso perché la tassa deve essere pagata dai cittadini che detengono un immobile. Gli emigrati e i non residenti hanno diritto a una riduzione del tributo dovuto e non all’esenzione totale come si evince dalla sentenza della Cassazione n. 12035 del 10 giugno 2015.

Messana dice che il sottoscritto, l’allora consigliere Bancheri, avrebbe votato favorevolmente l’aumento del 50% del 2009 in sede di approvazione del bilancio di previsione. È falso perché il consiglio non votò l’aumento delle tariffe ma approvò il bilancio. L’aumento del 50% della tariffa l’ha decisa solo ed esclusivamente lui. Se l’ex sindaco volesse rinverdire la sua sfiorita memoria, posso sempre fargli avere una copia della sua determinazione sindacale n. 87 del 29 maggio 2009 che ancora oggi porta la sua firma”.

Mostrando una tabella che evidenzia come la Tarsu sia passata dai 2,37 euro per metro quadrato del 2009 a 0.97 centesimi per famiglie con un solo componente, 1.15 due componenti, 1.37 tre componenti, 1.62 quattro componenti, Bancheri continua: “Il manifesto di questi giorni è solo frullato d’aria e mette in evidenza il raro dono della spudoratezza di chi lo ha scritto e non ha ancora capito che meriti e demeriti si misurano con i fatti che dimostrano in maniera inequivocabile e senza tema di smentita una cosa sola: Gianfilippo Bancheri ha abbassato le tasse, Calogero Messana invece le ha aumentate. Questa è la storia. Messana può girarla come vuole ma i dati sono questi. Messana se ne faccia una ragione perché la ragione sta dalla parte della verità.

Messana – conclude il manifesto – ha voluto mischiare il bianco con il nero e ne è uscita un’accozzaglia di corbellerie. Alla fine si è confuso a tal punto che ha scambiato una data con un’altra, un ruolo con un altro, un provvedimento con un altro. Se almeno si fosse informato prima, avrebbe evitato di fare una magra figura. Credo che un manifesto come quello di Messana si poteva pubblicare solo se coperti dall’anonimato: le bugie dette, francamente, mi sono sembrate fin troppe. A Messana, citando Lincoln, vorrei ricordare che ‘nessun uomo ha una buona memoria sufficiente a farne un bugiardo di successo’ “.

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