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Delia. Scontro tra sindaci. Bancheri attaccato dall’ex primo cittadino Messana

messana calogero - ex sindaco deliaAttacco frontale dell’ex sindaco di Delia Calogero Messana, in carica dal 2008 al 2013, all’attuale primo cittadino, Gianfilippo Bancheri, che, nel presentare le varie riduzioni delle tasse, lo ha spesso chiamato in causa.

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In un manifesto pubblico apparso ieri a Delia Messana spiega: “sento il dovere di replicare alle falsità di una campagna diffamatoria nei miei confronti da parte dell’attuale sindaco che tenta con slealtà di scaricare su di me le sue gravi colpe sul salasso fiscale del 2015 e anni successivi a carico di tutti i cittadini di Delia, residenti e non residenti (emigrati in Canada, in Germania e in altre parti d’Italia per motivi occupazionali) che certamente non producono rifiuti urbani a Delia dove hanno lasciato tutto e tutti e che pagano la Tarsu là dove producono veramente i rifiuti”.

Nell’evidenziare come “Il sindaco da un lato annunzia la riduzione della Tari (Tassa rifiuti) del 2016 del 25% e dall’altra accusa l’ex sindaco Messana di aver aumentato del 50% la Tarsu (Tassa sui rifiuti solidi urbani) per il 2009”, Messana scrive: “Lo smemorato sindaco Bancheri non dice che quell’aumento fu proposto al sindaco Messana dai dirigenti finanziari e dell’ufficio tecnico che avevano quantificato i costi del servizio dei rifiuti per il 2009 in 310.000 euro circa a fronte dei 210.000 previsti per il 2008; non dice che l’ultimo adeguamento della tariffa era stato fatto nel 1997 (+ 35%) e che nel frattempo Delia era stata accorpata all’Ato rifiuti Cl2 di Gela; che, chiusa la discarica comunale di Donna Paola, i rifiuti venivano trasferiti con mezzi in affitto a Siculiana con notevoli costi di trasporto e diritti di discarica e che infine è stata iniziata la raccolta differenziata con una campagna educativa e informativa della cittadinanza e degli scolari. Mi chiedo: ma Bancheri dove era dal 2008 al 2013?”bancheri delia

Bancheri viene chiamato direttamente in causa dall’ex sindaco Messana perché: “Quell’aumento del 50% del 2009 fu votato favorevolmente dall’allora consigliere comunale Bancheri in sede di approvazione del bilancio di previsione con delibera del consiglio comunale n. 16 del 3/8/2009. Voi tutti sapete che l’attuale sindaco per quasi tre anni è stato assessore ai lavori pubblici della giunta Messana e conosceva bene i problemi e i costi reali del servizio dei rifiuti e non solo, ma non ha mai né contestato né avanzato proposta in quegli anni di riduzione della tariffa, segno che la scelta del sindaco Messana non fu autonoma ma concordata con la squadra di governo della città per evitare cumuli di rifiuti per le strade e non compromettere l’igiene pubblica e la salute dei cittadini.

Oggi il sindaco Bancheri, – continua il manifesto – anzichè fare un puerile scaricabarile su altri, si intesti la tassazione straordinaria della Tarsu degli anni arretrati (2009-2013), recapitati con l’invio di circa 4.000 raccomandate nel 2015 a tutti i cittadini deliani residenti ed emigrati, e l’accertamento Tarsu 2009, frutto della sua ‘buona amministrazione’ esclusivamente per fare cassa cioè per riempire le vuote casse comunali svuotando le tasche dei cittadini indignati e sfiduciati. I cittadini – per Messana – non hanno gradito la strenna natalizia del 2015 e chiedono di sapere quali sono stati i costi per gli anni passati e quante sono state le entrate con la tassazione straordinaria del 2015 e come sarà utilizzato il tesoretto scippato ai cittadini. È impossibile che in un paese di emigrati e che continua a spopolare aumenti la produzione di rifiuti urbani e quindi è necessario verificare se c’è stata evasione o speculazione fiscale per fare cassa”.

Quindi Messana conclude così: “Stia sereno signor sindaco Bancheri e si goda il suo nuovo record: sindaco delle tasse, da non dimenticare”.

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