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Calcio. 2 a 2 tra Atletico Gela e Canicattì che dice addio al sogno secondo posto

imagePareggio e rimpianti per il Canicattì che, a causa di questo 2 – 2 maturato a Gela e della contemporanea vittoria del Licata a Comiso, deve dire addio al sogno di agguantare il secondo posto ma anzi adesso deve guardarsi le spalle dal Ragusa che nel prossimo weekend sarà di scena al “Carlotta Bordonaro” in una sfida che deciderà chi giocherà in casa e col vantaggio di due risultati su tre la semifinale playoff.

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L’inizio partita è di chiara marca biancorossa ma al primo affondo l’Atletico Gela passa in vantaggio con Scudera che sfugge a Iannello e, vedendo Sarcuto fuori dai pali, lo beffa con un preciso pallonetto da circa trenta metri. Bello il gesto tecnico del 10 giallorosso ma il portiere canicattinese non è esente da colpe visto l’errato posizionamento.

La reazione del Canicattì è immediata e porta al pareggio dopo sette minuti. Prima però c’è spazio per la traversa di Pirrotta. Argento opera un’importante break a centrocampo e scarica la palla al limite dove duettano Cambiano e Falsone prima che la palla arrivi a Pirrotta che di destro stampa il pallone sulla traversa. C’è una deviazione e sul calcio d’angolo successivo, battuto da Settecase, Maggio trova l’incornata che vale l’1 a 1. image

Il Canicattì fa la partita alla ricerca del vantaggio e la grande occasione per il sorpasso arriva al 44′ quando dai trenta metri Argento raccoglie un pallone vagante e in acrobazia lascia partire un destro bellissimo che colpisce la traversa, carambola sul portiere proteso in tuffo ma non entra. È il secondo legno per il Canicattì ma se nel primo caso i rimpianti erano stati spazzati via dall’inzuccata di Maggio, adesso i biancorossi tornano negli spogliatoi con l’amaro in bocca.

A inizio ripresa parte meglio l’Atletico Gela con Davide Ascia che dal limite lascia partire un tiro che sfiora il palo alla sinistra di Sarcuto ma ben presto il Canicattì riprende in mano il pallino del gioco con Pirrotta che prima inventa per Falsone che manca l’appuntamento col gol per pochi centimetri, quindi si mette in proprio ma spreca dal limite dell’area calciando alto.

Al 58′ la dura legge del calcio “gol mangiato, gol subito” si materializza nel più classico degli “sliding doors”. imageSettecase perde palla sulla trequarti d’attacco e innesca un contropiede due contro zero per i padroni di casa ma l’errore di Zarba ha del clamoroso, infatti l’attaccante gelese, a porta libera, cicca il pallone che finisce tra le mani di Sarcuto che era completamente fuori causa. Ma beffa delle beffe sul capovolgimento di fronte il Canicattì segna con Pirrotta che scappa a destra, trova il fondo e crossa per Cambiano il cui colpo di tacco diventa un assist per Falsone che insacca da pochi passi. Lo stesso esterno d’attacco potrebbe chiudere i conti al 67′ quando piega le mani a Gerbo ma la palla è salvata quasi sulla linea. Tuttavia questo episodio è sporadico, infatti adesso è il Gela a fare la partita seppur le occasioni da gol non arrivano almeno fino al 73′ quando l’occasione per il pareggio è davvero colossale: cross di Brancacci dalla sinistra e Scudera, a due passi da Sarcuto, lo grazia mandando a lato di testa. Proprio a sinistra il Canicattì soffre maggiormente e così Falsone inserisce Comparato per Falsone jr. avanzando Montana Lampo nel trio d’attacco. Ma la sofferenza è generale, il Canicattì sembra sulle gambe e Falsone chiama in causa anche Tinnirello per Cambiano e Dosso per Guarnotta.

Al 79′ il Gela trova però il pareggio e lo fa con Vittoria che raccoglie un assist di testa sciagurato e involontario di Maggio  dal limite dell’area piccola non può sbagliare battendo Sarcuto. La partita si trascina stancamente fino al 90′ col Canicattì che ci prova invano ma nel tempo di recupero si accendono i fuochi d’artificio e succede di tutto. Al 92′, col Canicattì tutto proteso in avanti, Davide Ascia a tu per tu con Sarcuto colpisce il palo e sul capovolgimento di fronte, come già successo in occasione del 2 – 1, Pirrotta si invola ed entra in area. Ma questa volta lo “sliding doors” non si materializza con Gerbo che di piede dice “no” al bomber biancorosso. Ma non è finita perché al 95′, ultima azione del match, il pallone buono ce l’ha Settecase che tu a per tu con Gerbo gli spara addosso ignorando ben tre compagni che lo affiancavano in piena area.

Finisce così e il Canicattì dice addio alla rincorsa per il secondo posto e domenica sarà costretto a difendere il terzo posto dall’attacco del Ragusa.

ATLETICO GELA: Gerbo, Greco, Brancacci, Commendatore, Famà, Giarratana, Argetta, Sammartino, Ascia D, Scudera, Ascia A. A disp: Polessi, Iannotti, Giarrizzo, Zarba, Vittoria, Brunetto, Nicotra. All: Roberto Zuppardo

CANICATTÌ: Sarcuto, Guarnotta, Montana Lampo, Argento, Iannello, Maggio, Cambiano, Martino, Pirrotta, Settecase, Falsone. A disp: Manto, Comparato, La Licata, Tinnirello, Scrimali, Dosso, Colley. All: Giovanni Falsone

ARBITRO: Tarallo di Agrigento – ASSISTENTI: Artellini e Spadaro di Ragusa

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