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Sommatino. Il sindaco Sanfilippo respinge le accuse e replica a Indorato

Crispino-SanfilippoIl sindaco di Sommatino, Crispino Sanfilippo, replica alle accuse dell’ex vicesindaco, Ignazio Indorato, che nei giorno scorsi aveva spiegato come la vicenda relativa all’allargamento del cimitero abbia rappresentato l’inizio della fine della sua presenza in giunta.

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Scrive Sanfilippo: “Tocca purtroppo ancora una volta rispondere alle accuse rivoltemi dal consigliere comunale Ignazio Indorato che, dopo la scarsa visibilità ottenuta come assessore comunale, cerca ora di puntare su di sé riflettori che, comunque, evidenziano una rabbia e un’ira che lo spingono a sbagliare e commettere errori. Occorre fare delle precisazioni in merito alle dichiarazioni fatte dall’ex assessore, nonché vice-sindaco, agli organi di stampa relativamente alla sua estromissione dalla giunta che parrebbe legata, a suo dire, alle direttive  da lui impartite sui suoli cimiteriali ed alla sua richiesta di ricognizione delle aree non utilizzate. 

Le ragioni per le quali è stato proposto l’avvicendamento di assessore – chiarisce Sanfilippo – nascono, invece, dalla volontà espressa dalla coalizione poiché ritenuto non all’altezza, vista la non competenza in materia, del delicato incarico da  lui ricoperto per ben due anni e mezzo. Il suo  mandato, infatti, si è rivelato poco efficace non incidendo positivamente sulle questioni che attenevano le deleghe a lui assegnate, soprattutto il ramo dei Lavori Pubblici e dell’Urbanistica che avrebbero dovuto rappresentare il volano principale per l’attività amministrativa”.

Sanfilippo rivela la “richiesta avanzata qualche settimana addietro dal consigliere Indorato al sottoscritto, in presenza del presidente del consiglio comunale e di un comune amico, per tornare a ricoprire un posto in giunta ricevendo un netto rifiuto sul quale si è posto un veto. La reazione a tale diniego – continua il sindaco – appare inspiegabile e non comprensibile in considerazione della ricompensa politica ottenuta (nomina di Ass.re ai LL.PP., Urbanistica, rifiuti, ecc… oltre che di vice-sindaco) da quella coalizione di cui faceva parte nonostante non rispecchiante il modesto risultato elettorale raggiunto nel 2012″.

Per Sanfilippo “Difendermi oggi dalle accuse di colui al quale ho concesso ampia autonomia di ruolo ed a cui più volte ho permesso di indossare la fascia tricolore mi appare incomprensibile e di ingrata specie. Accuse pesanti che necessitano di essere chiarite e per le quali il sig. Ignazio Indorato dovrà rispondere dinanzi alle autorità competenti alle quali mi sono già rivolto. Il consigliere ed ex assessore Indorato non può disconoscere, oggi, il Project Financing in considerazione che tale tipo di iniziativa è stata da lui promossa sia in un primo momento per il progetto della pubblica illuminazione e successivamente per l’ampliamento del cimitero. È stato, infatti, sempre presente agli incontri preliminari senza mai avanzare nessuna contestazione  ed anzi consapevole che questi probabili investimenti potevano rappresentare l’unico modo per attuare interventi sul territorio senza incidere sul casse comunali. Viene, perciò, da chiedersi quale accadimento, improvvisamente, abbia potuto indurlo a mettere in atto tale azione denigratoria contro il sindaco e contro l’amministrazione sostenendo, tra l’altro, in assemblee cittadine assieme ad amici, che il Comune non necessita di questi finanziamenti. Da promotore si è, improvvisamente, trasformato in denigratore e si è, praticamente, travestito di un costume che si addice perfettamente con il suo modo di fare”.

Conclude Sanfilippo: “Invito, pertanto, il consigliere Indorato qualora ravvisi illeciti compiuti da questa amministrazione a rivolgersi alle autorità competenti per denunciare nomi e fatti, ed in caso contrario che stia zitto e rispetti il ruolo a cui si è volontariamente collocato. In qualità di sindaco ho il dovere di portare i cittadini a conoscenza di quanto accaduto impedendo a chicchessia di utilizzare la propria ingiustificata rabbia e il proprio livore per danneggiare e gettare fango su un’attività amministrativa piena di impegni e buoni propositi, cui lo stesso non può che prenderne atto”

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