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Canicattì, il personale dell’Ipab lancia un appello al sindaco: “Solleciti la Regione”

ipab canicattì
L’istituto assistenziale “Burgio-Corsello”

I dipendenti dell’istituto assistenziale “Burgio-Corsello” di Canicattì hanno scritto al sindaco Vincenzo Corbo.

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Stanchi di aspettare la tanto decantata riforma regionale del settore hanno deciso di rivolgersi al capo dell’amministrazione comunale di Canicattì affinché vengano garantiti i loro diritti.

Mentre attendono gli stipendi arretrati “scomodano” Vincenzo Corbo per farsi portavoce con il governo Crocetta ed assicurare loro un futuro, ricordando al sindaco che, qualora la casa di riposo – centro d’accoglienza dovesse chiudere, il comune sarebbe chiamato ad assumerne il personale, come previsto dalla legge regionale 22/86.

corbo“Nella considerazione che all’Ars è in discussione la manovra correttiva alla finanziaria – si legge nella nota – denominata legge stralcio che contiene l’emendamento con il quale è chiesto il rimpinguamento di 6 milioni di euro del capitolo di spesa per il pagamento degli emolumenti al personale delle Ipab, si chiede di attivare tutti i propri canali politici per sollecitare la Regione a stanziare la cifra, che per quanto modesta può contribuire ad alleviare i disagi dei dipendenti e ristabilire in parte gli equilibri finanziari”.

Infine, i dipendenti del “Burgio-Corsello” avvertono che “se il provvedimento per qualsiasi motivo non dovesse trovare accoglienza si adopereranno affinché vengano riconosciuto in sede giurisdizionale, civile, amministrativa tutti i diritti che da anni vengono negati, nella considerazione che questa Ipab non raggiunge più gli scopi statuari (pagamento degli stipendi al personale) che fino ad oggi sono stati raggiunti solo a scapito dei lavoratori e dei fornitori”.

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