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La crisi dell’agricoltura. Aitras annuncia blocchi stradali

salvo 2“La crisi che sta attraversando l’agricoltura siciliana a causa della mancanza di commesse dovuta all’invasione di prodotti provenienti dai Paesi extracomunitari coinvolge anche il settore dell’autotrasporto siciliano.Ormai l’autotrasporto dalla Sicilia verso il nord è praticamente fermo, molti camion partono vuoti per il continente, non sappiamo più cosa fare”. A denunciarlo è Salvatore Bella, presidente di Aitras.

“Fino ad oggi abbiamo cercato il dialogo con le istituzioni, senza però avere riscontri – spiega – anzi: ci complicano di più la vita, come con il  mare-bonus, che non si sa ancora se verrà erogato e a chi, se agli armatori o agli autotrasportatori. Anche sulle ore di guida continuano a sfornare norme come i corsi obbligatori per il tachigrafo digitale, che rappresentano ulteriori costi per le aziende già in crisi profonda. Assistiamo impassibili all’invasione degli stranieri che non osservano nessuna delle norme che invece noi siamo obbligati a rispettare, vedi cabotaggio extracomunitario”.

Secondo Bella a complicare la situazione contribuiscono “le infrastrutture viarie precarie che ci sono in Sicilia: la Catania – Messina è ridotta a strada di campagna, la Catania – Palermo non si sa per quanto tempo rimarrà a una sola corsia, le strade interne nel territorio siciliano sono tutte attenzione da frane e smottamenti”.

“La classe politica siciliana – dichiara – è immobile da tre anni a questa parte, non riesce ad affrontare e risolvere nessuno dei problemi sopraelencati. Il Ministero dei Trasporti da ascolto solo alle cosiddette associazioni di categoria nazionali, che di tutto parlano ma nulla risolvono, nessuna attenzione viene riservata alla associazioni siciliane, non più invitate ai tavoli ministeriali perché calcolati cittadini di serie B. Tutto ciò ci porta a pensare che il  ritorno ai blocchi stradali, unendo le nostre forze con quelle dei Forconi, possa quantomeno accendere i riflettori sulla nostra martoriata isola. E’ una strada che non vorremmo percorrere, ma – conclude il presidente di Aitras – ci costringeranno, visto che il dialogo non funziona più”.

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