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I sindaci agrigentini chiedono la gestione diretta del servizio idrico

acqua canicattìI sindaci dei Comuni ricadenti nell’Ambito Territoriale Ottimale di Agrigento spingono fortemente per la gestione diretta del servizio idrico. Questi nell’ultima settimana si sono riuniti tre volte a Racalmuto, Cianciana e Agrigento per coordinare le iniziative in vista dell’insediamento dell’Assemblea Territoriale Idrica e valutare lo stato del servizio idrico. Al termine degli incontri è stato redatto un documento che sintetizza le posizioni e le richieste dei sindaci.

“I sequestri dei depuratori disposti negli ultimi giorni in diversi Comuni dell’agrigentino – scrivono i sindaci –  evidenziano come la gestione del servizio idrico integrato si sia svolta in un contesto di controlli stentati e inefficaci, complice la confusione normativa e regolamentare che ha nei fatti esautorato l’autorità d’ambito. I Comuni che subiscono un servizio idrico integrato su scala provinciale non hanno avuto un referente in grado di monitorarne efficienza, efficacia ed economicità in relazione alle prescrizioni del piano d’ambito.

La tariffa esorbitante posta a carico dei cittadini riflette il piano economico industriale risultante dal Piano d’Ambito, dall’offerta di aggiudicazione del gestore e dalla convenzione con l’Ato Idrico.

Il sequestro dei depuratori, l’elevata massa di risorsa idrica che si perde, pari al 40% di quella erogata, rivelano come in questi anni il gestore si sia limitato esclusivamente ad erogare l’acqua e a gestire gli impianti esistenti, senza promuovere gli investimenti in nuovi impianti e nella manutenzione straordinaria”.

Alla luce di queste considerazioni “I sindaci concordano sulla necessità di insediare l’Ambito Territoriale Idrico, per garantire la gestione diretta dove praticata e per poterla avviare laddove il gestore è privato”.

Ecco che allora chiedono “all’Assessore Regionale all’Energia Acqua e Rifiuti di provvedere alla convocazione dell’Assemblea Idrica Territoriale; al Presidente della Regione Siciliana che istituisca presso l’Ato Idrico di Agrigento in liquidazione la commissione tecnica prevista per valutare le eventuali inadempienze nella gestione del servizio idrico integrato nei comuni ove è operativo; all’Ato Idrico AG9 in liquidazione che relazioni sullo stato di attuazione del Piano d’Ambito”

Continua la nota: “I sindaci esprimono preoccupazione per la condizione in cui versano i depuratori, alla luce dei numerosi sequestri disposti nelle ultime settimane dall’autorità giudiziaria – che possono rivelare inadempimenti gravi da determinare la risoluzione della convenzione – e chiedono che l’Ato idrico in liquidazione relazioni sugli interventi di manutenzione effettuati dal gestore, sulle relative previsioni  del Piano d’Ambito e specifichi l’ammontare degli incassi derivati dal canone di depurazione.

I sindaci ritengono altresì che la bozza di statuto dell’Ati diramata dall’assessorato regionale debba essere emendata, perché non contempla tra le attribuzioni dell’ATI tutte le competenze previste dalla legge e, in particolare, quella di deliberare la costituzione  dei sub ambiti.

Lo Statuto dovrà prevedere meccanismi di formazione della volontà assembleare che impediscano ai pochi comuni che dovessero detenere la maggioranza delle quote di partecipazione di condizionare con la loro assenza  il numero legale. In passato, infatti, l’assemblea dell’Ato idrico è stata commissariata perché non riusciva a raggiungere il numero legale previsto per le deliberazioni più importanti”

 

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