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Delia. Foto e video della fiaccolata per padre Giugno. Ma da stamattina la chiesa è chiusa

cartello chiesaPiù di trecento persone ieri sera hanno preso parte alla fiaccolata organizzata in favore e a sostegno di don Leandro Giugno dalla gente di S. Antonio, la chiesa che dal 31 marzo rimarrà “orfana” del sacerdote che l’ha guidata negli ultimi dieci mesi dopo lo “shock” della morte di don Giuseppe Genova.

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Dieci mesi in cui il sacerdote nisseno, adesso destinato alla chiesa di San Paolo a Caltanissetta, è entrato nel cuore della gente che non ha digerito questa decisione e, come mai successo a Delia, è scesa in piazza per manifestare. Una fiaccolata che è nata con l’intento di provare a dissuadere il Vescovo Monsignor Mario Russotto ma soprattutto, dal momento che la decisione vescovile è ovviamente incontrovertibile, per manifestare tutto l’affetto e la riconoscenza nei confronti di padre Giugno e il dispiacere per la decisione presa.

Lo stesso padre Giugno domenica, durante la Messa, aveva chiesto ai fedeli di rinunciare a qualsiasi manifestazione chiedendo silenzio perché di rumore se ne era fatto abbastanza e minacciando di andarsene subito, senza aspettare la fine di marzo, ma, per la prima volta in dieci mesi, i fedeli non lo hanno ascoltato e sono scesi in piazza lo stesso. Ma non solo i fedeli di S.Antonio, Delia è stata praticamente rappresentata in toto: Madrice, Itria, Croce, Carmelo, S.Antonio, i volontari dell’oratorio, gli “Amici per di(a)letto”, la banda “Petiliana”, intere famiglie ma soprattutto tanti, tantissimi bambini e ragazzi che frequentano l’oratorio e che forse sono le “vittime” principali di questa perdita. Perché, senza nulla togliere a don Mario Audino, prossimo rettore, la separazione dopo dieci molto intensi per i più piccoli è e sarà traumatica.

E proprio i più piccoli hanno aperto il corteo, una sfilata silenziosa e emozionante che, partita e conclusasi a S. Antonio, ha toccato le cinque chiese di Delia davanti le quali è stato recitato il “Padre Nostro” e suonato il “Silenzio”.
Una sfilata, quindi, silenziosa ma che nel suo silenzio è stata molto rumorosa e piena di significato: Delia non vuole perdere don Leandro Giugno.

Intanto però ieri mattina sul portone di S. Antonio è stato affisso il cartello che annuncia che la chiesa rimarrà chiusa fino all’arrivo del nuovo rettore per cui al momento sono sospese tutte le Messe e manifestazioni pasquali.

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