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San Giuseppe, Canicattì rinnova la tradizione delle tavolate

DSC_0187Si celebra nello spirito della solidarietà la festa di san Giuseppe, a Canicattì. Le tradizionali tavolate dedicate al padre putativo di Gesù, stamattina, si sono colorate di altruismo e amore.

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Non solo pietanze particolari in esposizione, ma anche alimenti e beni di prima necessità da donare ai meno fortunati, come vuole lo spirito di questa ricorrenza. L’ usanza, infatti, ricorda la Sacra Famiglia e il senso della carità cristiana nei confronti dei più poveri.

In alcune scuole cittadine è stato rinnovato l’appuntamento con le tavolate di San Giuseppe.  È una vera e propria arte culinaria, legata al culto religioso e popolare, molto sentita a Canicattì ed in altri comuni dell’entroterra siciliano. La devozione al padre putativo di Gesù è un appuntamento che si rinnova ogni anno.

Le tavolate di San Giuseppe, dette anche “Tauli ‘ri’ San Giuseppi”, sono apparecchiate con cibarie di vario genere, offerte come voto al santo. Adornate con preziosi merletti, lenzuola ed immagini del santo. Imbandite con primi e secondi piatti – pasta con le sarde, frittate pane, ma sono i dolci i veri protagonisti  – cassate, bocconcini, babà ripieni, biscotti, torte di ogni genere e frittelle.

Al collegio delle suore di Maria, dopo la messa delle 11 nella chiesa di san Giuseppe, alla quale hanno partecipato tantissimi devoti, è stata realizzata una tavolata con vivande offerte da una nota pasticceria della città. Gran parte dei vassoi saranno donati dalle sorelle alle famiglie indigenti. E’ proprio questo il senso della tavolata:. Condividere con chi non ne ha.

All’Istituto Maria Immacolata delle Suore vocazioniste  è stato allestito anche uno spazio dedicato ai bisognosi del territorio.  Le ceste con generi alimentari, pasta, zucchero, scatolame, ma anche ciucci, biberon e altri prodotti per l’infanzia,  andranno alla san Vincenzo della parrocchia di san Diego.

In entrambi gli istituti, gli alunni hanno recitato poesie e canzoncine sulla ricorrenza, per la quale insieme alle insegnanti durante l’anno avevano approfondito la figura di san Giuseppe, la fuga in Egitto e il senso della carità.

A benedire le tavolate è stato don Salvatore Casà, che nell’omelia della celebrazione delle 11, ha ricordato come san Giuseppe “sia stato l’uomo del silenzio, il quale ha accettato la volontà di Dio, si è fidato di Maria e di Dio ed è stato il nato della Provvidenza”.

Alle 17, nella chiesa di corso Umberto, l’ultima funzione si terrà alle 17.  Intanto, dalle 7 di questa mattina,  via vai di fedeli.

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