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Canicattì, la vendita degli alloggi comunali. Il Sunia: “Si cerca di fare cassa a discapito degli inquilini ”

alloggi via ducezio
Alcuni alloggi comunali in via Ducezio

“Il comune di Canicattì, con delibera del mese di agosto, mette in vendita 56 alloggi di edilizia residenziale pubblica e riconosce agli attuali assegnatari degli alloggi messi in vendita  la possibilità di acquistare la casa alle medesime condizioni degli altri, solo fino ai due mesi successivi alla data di scadenza del bando, dopo tale data, se le case non vengono acquistate dagli attuali assegnatari, si procederà alla vendita all’asta degli immobili e così gli assegnatari si troveranno improvvisamente senza un tetto sotto cui vivere”. A denunciarlo è il Sindacato Unitario Nazionale Inquilini Assegnatari di Agrigento, il quale si mette al fianco degli inquilini che rischiano di finire per strada.

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“Dopo numerose sollecitazioni da parte degli interessati – rende noto il segretario provinciale, Floriana Bruccoleri – in un primo incontro con il Comune di Canicattì ha esposto le problematiche e i disagi dei cittadini che non possono acquistare gli immobili oggetto di vendita, ma l’ente pubblico ha risposto che ha avviato tutte le procedure e che, per chi non può acquistare avvierà le procedure di sgombero e che in ogni caso le somme, che dovrebbero provenire dalla futura vendita dei suddetti immobili, sono già stati inseriti nel bilancio comunale. Appare evidente che il comune tenta di risolvere i problemi del bilancio comunale a discapito dei meno abbienti”.

Secondo il Sunia  “questa operazione poteva essere evitata da un’amministrazione che ha già concluso il proprio mandato e cerca di fare cassa a danno dei cittadini che vivono in alloggi popolari”.

Il Segretario provinciale, Floriana Bruccoleri, ritiene che “non si può negare ad un ente proprietario la facoltà prevista per legge di vendere i propri immobili, ma è inaccettabile il comportamento dell’ente di abbandonare per strada le persone che da sempre hanno vissuto in una casa e che non possono comprarla”.

“Il comune di Canicattì – segnala – non tiene conto delle nuove norme emanate dal governo Renzi, che con il D.M. 24.02.2015 stabilisce che deve essere assicurato all’assegnatario che non intenda acquistare l’alloggio posto in vendita, un alloggio abitativo nello stesso comune in cui trasferire il medesimo”.

Infine il sindacato punta il dito contro il comune e sottolinea: “L’ente comunale, dovrebbe essere l’ente pubblico più vicino al cittadino, quello che dovrebbe ascoltare e concretizzare i suoi bisogni e le sue necessità, il comune di Canicattì manifesta, invece, palesemente l’intenzione di non tutelare il diritto di chi assegnatario di alloggi popolari posti in vendita, non ha la possibilità di comprare le case”.

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