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Favara, il comitato per l’acqua lancia un appello al cardinale Montenegro

don.Franco-MontenegroIl Comitato spontaneo di Favara in difesa del diritto all’acqua H24 e al minor costo del bene irrinunciabile ha scritto all’arcivescovo di Agrigento, cardinale Francesco Montenegro.

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Nella nota, i cittadini ricordano a don Franco che “l’anno scorso a Favara, sono state tagliate per morosità migliaia di prese idriche”, che in città “vige il pagamento forfettario” e che aspettano da “decenni i contatori per pagare meno, per risparmiare”.  “Invece, per ironia della sorte – denuncia il comitato – i misuratori idrici ne faranno aumentare i costi. Intanto, siamo costretti a ricorrere ai recipienti non essendo l’erogazione continua nelle 24 ore”.

Inoltre, i favaresi sottolineano di non essere contro i contatori. “Siamo contro gli aumenti del prezzo del bene irrinunciabile che nel ricco Nord d’Italia ha un costo medio di 120 euro all’anno”.

per quetso lanciano un accorato grido d’aiuto al cardinale. “Ci aiuti Eminenza a dare voce ai nostri diritti – si legge nella lettera – Ci aiuti ad abbattere il muro delle giustificazioni della politica che non tiene nella giusta considerazione la povertà delle famiglie agrigentine. Siamo un popolo più abituato alla rassegnazione che alla protesta. E sulla nostra rassegnazione la politica ha prodotto maggiori danni alla collettività. Ciò che vogliamo è il rispetto delle stesse regole stabilite nel contratto tra l’Ato idrico e l’azienda che gestisce il servizio. Bisognerebbe rivedere tutto il sistema, ma – ammette il comitato – siamo troppo soli e troppo deboli rispetto allo stesso potere che ci amministra. Ci aiuti Eminenza”.

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