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Depuratore del Villaggio Mosè. La Scala interroga Firetto

depuratore-vill-mosèIl consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Agrigento, Marcello La Scala, ha rivolto un’interrogazione al sindaco Lillo Firetto sulla questione del depuratore del Villaggio Mose, a cui la settimana scorsa sono stati posti i sigilli. La nota è stata inviata per conoscenza anche al Procuratore della Repubblica, al Prefetto e al Commissario dell’Ato idrico di Agrigento.

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La Scala, dopo aver descritto quali sono secondo lui i motivi che hanno peggiorato la situazione, a partire dal “rilascio di concessioni edilizie in assenza di idonee opere di urbanizzazione primaria tra cui le fogne ed i depuratori”, segnala che “è altrettanto palese l’assenza di qualsivoglia azione di controllo e di indirizzo espletata dall’Amministrazione comunale, direttamente o per il tramite dell’ATO idrico di cui è partner, nei confronti del soggetto “Girgentiacque spa” che gestisce in concessione il servizio idrico integrato in città”.

la scalaInoltre  il consigliere 5 stella ricorda che “nell’agglomerato urbano del Villaggio Mosè insistono oltre 10 mila abitanti  ed attualmente il carico abitativo e commerciale al determina un afflusso di refluo al depuratore circa 13 volte superiore rispetto alla sua potenzialità”.

Per questi ed altri motivi La Scala interroga Firetto per sapere “quali provvedimenti intende intraprendere per tutelare la salute pubblica e salvaguardare lo stato ambientale al Villaggio Mosè; impedire l’utilizzo in agricoltura dei reflui non depurati a valle del depuratore; evitare l’incremento del carico inquinante verso il depuratore che verrà determinato dalle costruzioni in corso di completamento; impedire che l’ufficio tecnico comunale continui a rilasciare concessioni edilizie che determinano un incremento di carico inquinante verso il depuratore del Villaggio Mosè e prevedano l’utilizzo nell’agglomerato urbano di sistemi statici di raccolta e smaltimento dei reflui quali pozzi disperdenti, fosse biologiche “tipo Imhoff” o “stagne”; far restituire ai cittadini, dal gestore del servizio idrico integrato “Girgentiacque spa”, la quota parte di tariffa pagata per il servizio di depurazione dei reflui che di fatto non è stato reso e non far pagare tale servizio fino a quando non verrà espletato efficacemente; salvaguardare l’immagine e lo sviluppo turistico della città con particolare riferimento alla fascia costiera”.

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