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Licata. Chiesta condanna per tutti gli imputati del processo “Ouster”

processo ousterIl sostituto procuratore generale, Rita Fulantelli, ha chiesto la condanna di tutti gli imputati del processo “Ouster” che si sta celebrando davanti la Corte d’appello di Palermo. Va ricordato che il processo è relativo a un’inchiesta antimafia della Dda di Palermo ed eseguita dalla Polizia di Agrigento a carico di otto esponenti, per lo più licatesi, vicini a Cosa nostra ed accusati di estorsioni e intestazione fittizia di alcune imprese a prestanome di mafiosi. A raccontare tutto, costituendosi parte civile al processo, fu l’imprenditore licatese Francesco Urso

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Il procuratore generale ha chiesto la condanna non solo dei tre imputati già condannati ossia Pasquale Antonio Cardella (64 anni), Angelo Occhipinti (61 anni) e Giuseppe Galanti (57 anni) tutti di Licata ma anche per i due imputati che erano stati assolti, ossia Giuseppe Cardella (35 anni) e Giuseppe Claudio Cardella (40 anni), rispettivamente nipote e figlio di Pasquale Antonio Cardella. Sono usciti definitivamente dal processo Marcello Bulone (36 anni) e Gianluca Vedda (41 anni), entrambi accusati di intestazione fittizia di beni, e il canicattinese Michele Giorgio (58 anni) perché “il fatto non sussiste”.

Queste per la precisione le richieste del procuratore Fulantelli: per Pasquale Antonio Cardella chiesti 16 anni (condanna in primo grado 8 anni e 4 mesi) e conferma della pena (sei anni e mezzo) per Angelo Occhipinti, 62 anni e Giuseppe Galanti, 58 anni (sei anni). La condanna è stata chiesta anche per gli assolti Giuseppe Cardella e Giuseppe Claudio Cardella.

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