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Ospedale di Sciacca. Nuovo sollecito da parte dei sindaci

ospedale sciacca(16)A due giorni di distanza dalla prima riunione, ieri diversi sindaci si sono incontrati nuovamente a Sciacca per parlare della situazione dell’ospedale “Giovanni Paolo II” e stamattina il sindaco saccense, Fabrizio Di Paola, ha inviato una lettera al direttore generale dell’Asp, Salvatore Lucio Ficarra, e per conoscenza al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e all’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, in cui si chiedono “garanzie, certezze, e non provvedimenti tampone” e viene sollecitato lo stesso Ficarra a fissare un incontro entro la prima decade di marzo.

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Come spiegato da Di Paola, “Ci siamo rivisti, in presenza anche del presidente della commissione consiliare Sanità del Comune di Sciacca, per un ulteriore momento di approfondimento e concordare le iniziative più opportune e incisive per arrestare ed invertire quello che sembra un processo di emarginazione, abbandono e declino del presidio sanitario di Sciacca. Notiamo che le attenzioni rivolte ad altre strutture dell’area orientale della provincia di Agrigento, non sono le stesse che ha questa parte della provincia. Il ‘Giovanni Paolo II’ è sempre in sofferenza nonostante sia un presidio sanitario strategico che serve un vasto bacino di utenza che comprende anche comuni delle province di Palermo e Trapani. La recente chiusura delle sale operatorie per mancanza di anestesisti, è solo l’ultima di una serie di criticità che si sono ripetute nel tempo. Prendiamo atto del recente provvedimento di tamponare l’emergenza delle sale operatorie con l’invio di personale in mobilità dal vicino ospedale di Ribera. Ma ciò non risolve quello che è uno dei nodi cruciali: la mancanza cronica di anestesisti. Problema che si risolve immettendo con urgenza nuovo personale e non con incarichi brevi a due-tre mesi, ma con incarichi temporalmente lunghi, tali da dare continuità alla funzionalità di uno dei reparti fondamentali del nosocomio, quello di Anestesia e Rianimazione. La piena funzionalità di questo reparto condiziona, infatti, quella di almeno cinque altri reparti importanti dell’ospedale, branche medico-chirurgiche che necessitano degli anestesisti per interventi complessi. Il protrarsi di questo grave stato ci preoccupa, soprattutto per le future verifiche degli standard di produttività ed efficienza da cui potrebbero dipendere le sorti delle varie strutture sanitarie dell’isola con il taglio dei rami secchi”. 

 

 

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