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Maxi operazione della Gdf nissena all’Ersu di Catania. Scoperta truffa allo Stato da 350 mila euro. Concesse borse di studio a chi non le meritava

ERSU CATANIAIl nucleo di polizia tributaria di Caltanissetta ha accertato che studenti universitari catanesi sono riusciti ad ottenere indebitamente borse di studio cospicue tra il 2009 e il 2014.

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Le fiamme gialle hanno passato al setaccio l’Ersu (ente regionale per il diritto allo studio universitario) etneo, che gestisce i bandi pubblici per le erogazioni di prestazioni sociali agevolate agli studenti, soffermandosi in particolare sulle domande dei vincitori di borsa di studio, nella categoria dei cosiddetti “Indipendenti” dal 2009/2010 ad oggi.

I militari hanno scoperto che l’ente ha distribuito indebitamente migliaia di euro a studenti che non possedevano i requisiti previsti dalla legge, strappandoli invece a ragazzi realmente meritevoli, attraverso una compilazione errata dei bandi annuali che disciplinavano le modalità per partecipare all’assegnazione dei benefici economici. Infatti, come spiega la guardia di Finanza, “il concetto di indipendenza economica dello studente, come requisito essenziale per essere ammessi ai benefici di legge, viene confermato anche dalla necessità di un avvenuto cambio di residenza rispetto a quello del nucleo familiare d’origine sempre da due anni”.  Invece l’Ersu catanese premiava lo studente che, da almeno due anni, aveva trasferito anagraficamente la residenza (per esempio presso i nonni), anche se non produceva reddito proprio, si considerava svincolato dalla famiglia d’origine (che lo avrebbe collocato in una fascia di reddito troppo alta per poter beneficiare degli aiuti economici) semplicemente perché entrava a far parte di un nuovo nucleo familiare con reddito, non prodotto dallo studente, notevolmente inferiore.  E così c’era chi variava la residenza nella seconda casa dei genitori, al mare o in montagna, insieme al nonno pensionato; chi si trasferiva dai nonni insieme ad un cugino o un fratello per ottenere entrambi la borsa di studio; chi già aveva la nonna in casa con i genitori e trasferiva comunque la residenza nella stessa via, ma ad un vecchio numero civico nel quale risultava ancora l’ anziana; chi, di Catania, si trasferiva a centinaia di chilometri dalla sede dell’università’ per risultare nella famiglia, monoreddito e con tre bambini, della sorella.

L’attività ispettiva dei finanzieri ha permesso di segnalare alla Corte dei Conti 4 dirigenti dell’Ersu, che con le loro condotte hanno causato un danno erariale per oltre 350 mila euro, di cui si sono avvantaggiati 86 studenti, che hanno ottenuto borse di studio, compresi rimborsi spese alloggio, premi laurea e rimborso della tassa diritto allo studio; e di denunciare alla Procura della Repubblica di Catania 49 studenti per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e falso.

 

 

 

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