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Lettera ad un amico su scienza e spiritualità

Domanda del mio amico: Carissimo amico, debbo ringraziarti di avermi iniziato alla lettura, per ora molto superficiale, di esoterismo, Osho e  Kryon,  di questo neopaganesimo. Un solo dubbio mi assale: perché tante persone, quasi tutti i viventi, credono in un essere divino pur senza avere una minima certezza della sua esistenza? L’altro dubbio che mi assale: Dio infuse l’anima all’uomo quando divenne Homo Erectus o Homo Sapiens, o ancor prima quando era un animale che coabitava con altri animali? Grandi dilemmi.

Risposta al mio amico: Carissimo amico, non c’è di che! Osho e Kryon meritano di essere divulgati, indipendentemente dalla propria impostazione culturale o della propria predisposizione mentale. Per Osho devo dire che, senza alcuna difficoltà, l’ho sentito subito affine al mio modo di pensare, di sentire e di essere, quando circa quindici anni fa un’amica mi introdusse nella loro cerchia di meditatori a Favara. Ci incontravamo una volta a settimana mi pare, e si parlava di Osho, si meditava e infine si cenava insieme. Serate fantastiche! Per Kryon invece ho avuto molte più difficoltà, ancora a dire il vero non tutte risolte, quando mia moglie mi fece conoscere questo affascinantissimo mondo su internet (all’inizio la prendevo addirittura in giro!), in bilico tra le più chimeriche, inverosimili se non assurde teorie, e la possibilità che qualcosa oltre le apparenze e oltre le concezioni del nostro limitato intelletto possa esserci. In certi momenti forse è anche una speranza che davvero non tutto possa iniziare e concludersi in questa vita terrena. Per scrivere l’articolo su Kryon ci ho meditato un paio di anni. Non potevo iniziare in maniera esoterica: non avrei interessato gran parte dei lettori razionali. Così alla fine ho dato all’articolo un taglio scientifico, quanto meno nella prima parte, dato che Kryon (Lee Carroll?) parla spesso di meccanica quantistica e di scienza in genere.

  I tuoi due dilemmi, come credo tanti altri dello stesso genere, sono pure da me condivisi. Fin dai primordi, l’uomo ha sempre adorato qualcosa percepito come superiore; ha temuto, scongiurato e infine adorato le forze della natura per ingraziarsele, facendone dei miti. Azzardando una risposta, penso che molti credono per un bisogno impellente di credere in qualcosa di superiore, e per fede o altro tipo di convinzione, credono! Il buddista però si discosta da questo bisogno: esso, meditando, se vi riesce, raggiunge stati di consapevolezza superiori, si risveglia in un mondo fatto di illusioni (maya) e alla fine, squarciando il velo, scopre e percepisce di essere esso stesso un Dio. Kryon, il Maestro del Magnetismo, in fondo sostiene la stessa cosa. Le anime antiche, cioè reincarnate moltissime volte, sommano le esperienze e le conoscenze acquisite nelle vite passate, e divengono dei Saggi, o Illuminati, o semplicemente degli Operatori di Luce. Tanto per fare degli esempi, Zarathustra, Mahavira, Buddha, Socrate, Gesù, Osho, ecc., sono anime antiche e hanno lasciato il segno del loro passaggio terreno.

  Per tentare, possibilmente, di rispondere al tuo secondo dilemma, posso dirti che, in base alla dottrina della reincarnazione, della metempsicosi, anche la roccia ha un’anima: la differenza risiede nel diverso grado consapevolezza. L’Homo Erectus era meno consapevole del Sapiens, ma, sempre secondo la dottrina prima detta, già aveva un’anima, e dunque, forse non necessariamente c’è un Dio che la infonde. Già, quanti dubbi! Quanti dilemmi! Chi siamo noi per poterli risolvere? Semplici e piccoli uomini dubbiosi. E meno male che riusciamo ancora a dubitare! La scorsa estate in vacanza ho letto un illuminante saggio: “Il segreto dell’universo –  Mente e materia nella scienza del terzo Millennio” del fisico Fabrizio Coppola. Avrei voluto rileggerlo per assimilarlo meglio e scriverne qualcosa, magari un altro saggio; ma i pressanti impegni quotidiani finora non me lo hanno permesso. Te ne consiglio la lettura. A parte i capitoli dedicati al pensiero dei vari filosofi del passato, divisi tra materialisti e idealisti, quelli sulla fisica e in particolare sulla meccanica quantistica, sono interessantissimi. Forse il segreto dell’Universo, di Dio, sta nell’infinitamente piccolo. Le leggi che lo governano sono completamente diverse e paradossali rispetto a quelle che governano il macrocosmo. Pare che la presenza di un osservatore riesca ad influenzare il comportamento delle particelle della materia, che a seconda dei casi, si possono comportare da onde, e dunque divenire immateriali. Il cervello, dalla materia organica da cui è costituito, elabora pensieri e produce sentimenti, emozioni, spiritualità; e viceversa, una percezione dei sensi, l’emozione conseguente, uno stato d’animo, lo trasforma materialmente, cioè ne produce cambiamenti biochimici e quindi lo plasma nel tempo, lo modella quindi materialmente.

  Forse la materia è nata da un grande pensiero cosmico. Da un passo del saggio di Coppola: <<La fisica moderna ha evidenziato che le particelle elementari che costituiscono la realtà oggettiva sono stati “eccitati” del cosiddetto “vuoto quantistico”, corrispondenti a particolari vibrazioni della “supercorda”>>. Pensiero cosmico che a sua volta potrebbe essere la somma di tutte le anime esistenti, e ogni anima sarebbe dunque una parte di questo pensiero, e, volendo, una parte di Dio. Tutto ciò al di là del Big Bang, che potrebbe essere avvenuto infinite volte: ma la prima volta, chi ha creato la materia?  Dio? E chi è Dio? Appunto, forse la somma delle nostre anime eterne nel cosmo? Grandi dilemmi che la fisica quantistica, più che la religione o la filosofia, potrebbe risolvere un giorno. Io vorrei esserci! E forse, chi lo sa?, potremmo esserci tutti, quando materialmente, terrenamente, consapevolmente, comprenderemo il campo unificato dove tutto si crea e tutto si trasforma. Dovremmo esserci comunque, anche se accadrà tra mille o diecimila anni, se la teoria stessa è giusta. Sarebbe magnifico! Intanto sarebbe bene sintetizzare le conoscenze dell’Occidente e dell’Oriente, senza disutili contrapposizioni, e tentare di “unificare” il nostro emisfero cerebrale sinistro razionale, verbale, matematico, con quello destro artistico, poetico, creativo. Occuparci cioè di scienza ma anche di spiritualità: sintesi che forse un giorno non avrà più  motivo di essere, dato che probabilmente si comprenderà che in fondo esse sono la stessa cosa.

  Carissimo amico, spero di non averti annoiato con le mie speculazioni, e anzi stimolato ad approfondire Osho e Kryon, ma anche la fisica quantistica: insomma, ciò che riguarda contemporaneamente il nostro lato spirituale e materiale.

  Angelo Lo Verme

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