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Canicattì. Successo dei “The Comedians” di Ravanusa

the comediansE’ calato venerdì 8 c.m. il sipario sul Teatro sociale di Canicattì dove, in un sala anche questa per ben quattro sere piena, si è chiusa questa tournee non prevista dei The Comedians. Non parlerò dei motivi che hanno portato a questa sofferta decisione, né sta a me dire di chi è la colpa di una mancata soluzione, né di chi nella vicenda ha usato l’orgoglio anzichè il cuore e la ragione. Potremmo scrivere fiumi di parole e credo che ognuno darebbe all’altro la colpa del “incidente” di percorso. Strano comunque, e poi chiudo il discorso, che il grande amore con l’Amministrazione Comunale di Ravanusa che si era consumato con un viaggio di nozze a Roma al Senato e poi allungato all’Expo di Milano sia potuto finire così all’improvviso. Ma torniamo alla commedia il cui titolo “Unu Lampu e l’atru truònu” mi lasciava un po’ perplesso. Una leggenda paesana e non metropolitana dice che Enzo abbia scelto il titolo proprio dopo che i due mediatori, uno del Comune di Ravanusa e uno dei The Comedians, si fossero incontrati senza raggiungere un accordo. Da qui il titolo dedicato a entrambi che “dicica si li dissiru ppi davèru”. Questa però è solo leggenda. In verità, invece, Enzo che per questa vicenda si è scosso più del dovuto, ha dedicato il titolo ai due vigili compari e protagonisti assoluti nella trama: Virgilio La Monaca (Francesco Sortino) e Simone (Stefano Canicattì). Sono loro due sicuramente il filo conduttore dei tre atti ed insieme danno vita ad una serie di battute e smorfie che mi ricordavano certi film di Franco e Ciccio, soprattutto ovviamente Stefano nel suo anomalo modo di piangere. Ormai dopo tanti anni che lavorano insieme i due si capiscono al volo .Caratteristico l’accento un po particolare di Francesco Sortino e quel suo italianizzare e accorciare frasi e arrampicarsi su discorsi senza un filo ben preciso. Sulla depressione di Simone si intreccia tutta una trama esilarante che vede come protagonisti, oltre ai primi due, anche lo zio Japicu Cassata (Rosario Terrana), brillante, comico come sempre e altra colonna portante dello spettacolo insieme a Virgilio, Simone e alla madre di Simone, vale a dire Crispina Cassata (Valeria Ciotta) che si riconferma unica nell’utilizzo delle gestualità e del linguaggio popolare, una spontaneità disarmante. Divertente la scena con la cecena Morena (Angelica Montana)che vede Virgilio e lo zio Japicu sudare freddo alla vista della “nuova medicina straniera” vale a dire talune ragazze dell’est europeo che davvero si prestano per “alleviare” i malanni di qualcuno. Bravo come suo solito anche Enzo Sciascia, in arte Omar, e soprattutto la rumena Pola (Josella Ciotta) che è talmente verosimile che certamente se posizionata all’uscita di una chiesa a domandare un euro farebbe una buona raccolta. A completare il cast la za Deca la Taralla (Mirella Vivacqua) anche lei sempre all‘altezza, nonostante la febbre durante l’ultimo spettacolo, e Don Amedeo Castellana (Giuseppe Galifi). Infine gli ormai collaudati Giovanni Romano e Rossella Erba (rispettivamente Alfredo Ciula e Lisa Calascibetta) l’ex fidanzata di cui è ancora innamorato Simone, il vigile per questo motivo depresso. Chiudono il cast Rocco Vinciguerra, sul palco Angelo Zafferana, ormai un veterano della scena nella parte di un emigrato che ritorna per riaprire un’attività commerciale con i soldi del suocero e la fidanzata Melina Giafarca (Candida Coniglio) , Calò piglia su do (Alessio Aronica), Giovanni Medaglina (Luigi Sciandrone) e Paliddra(Mario Paternò)e i ragazzi del coro Giovanni Montana e Vito Spagnolo. La scenografia, eccezionale, è stata realizzata da Salvatore Spagnolo e Rosario Terrana. Grandiosi i tecnici, i costumisti e gli assistenti. Hanno reso possibile la realizzazione dello spettacolo da dietro le quinte. Sicuramente un plauso va fatto a Giovanni Campagna che ha gestito, non solo la normale organizzazione, ma anche un‘emergenza logistica non prevista. Emergenza risolta anche grazie alla disponibilità Sindaco di Canicattì Corbo che ha concesso l’utilizzo di quel piccolo gioiello di teatro, ma pur sempre un vero teatro, per uno spettacolo che si è visto piovere dal cielo. Non sono mancati nella commedia richiami alla vita sociale ,alla legge, alle bollette salate di Girgenti Acque, ai Vigili Urbani, non quelli nostrani ovviamente, alle badanti rumene. Non sono dispiaciuti i doppi sensi e le mezze parole rispetto alle parolacce, né i non ringraziamenti extra-sindacali. Una parola in più la voglio spendere per Francesco Sortino e per quel” fermi tutti che adesso la situazione la gestisco io” autentico tormentone della serata. Bravo ovviamente l’autore Enzo Sciascia che ancora una volta ci ha sorpreso con una trama leggera ma coinvolgente fino alla fine. La commedia di Enzo è questa, può piacere o non piacere. Lui vuole semplicemente invitare attraverso il divertimento puro e una sana e grassa risata a riflettere sulla quotidianità. Altro, ovviamente, è stato “L’Essenziale”. Nuovamente congratulazioni a tutti. E adesso che dire. Il Natale è passato ed anche il temporale . Già qualcuno in sala mi anticipa che a Ravanusa ci sarà un gran Carnevale……

Girolamo La Marca

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