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Delia. Tanta emozione per “Quarto”

proiezione quartoDelia. Martedì sera nei locali delle comunità alloggio gestite dalle associazioni “Nuova luce” e “Solidea” e del centro diurno “Incontro” è stato proiettato in anteprima il cortometraggio “Quarto” realizzato con i ragazzi ospiti delle comunità che presentano diverse patologie psichiatriche.

A scrivere il film sono stati Pierfrancesco Fazio e Cristina Cappello, un film molto toccante e significativo che parla di altruismo e dell’importanza della donazione che in questo caso si concretizza nella donazione degli organi mediante la metafora del “Quarto” Re magio che, dopo mille ricerche, tra pregiudizi e diffidenza, trova la famiglia a cui portare il suo dono.

Alla prima erano presenti, oltre ai familiari degli ospiti, anche i gestori delle cooperative Cettina Bellia e Mario Riggi, lo psichiatra del dipartimento Salute mentale e direttore del CTA di Caltanissetta Valerio Lo Vullo, il direttore del modulo del Dipartimento salute mentale Rita Alba Mazzè, il dirigente del centro diurno del modulo dipartimentale Salute mentale Cristina Lumia, il medico psichiatra del dipartimento Salute mentale e psichiatra delle comunità Valeria Cavaleri, il sindaco di Delia Gianfilippo Bancheri e il presidente del consiglio Tony Di Caro.

Gli amministratori hanno fatto i “Complimenti alle cooperative che dimostrano di avere al centro delle loro attività i pazienti. Questi momenti testimoniano l’integrazione dei pazienti nella società”.

Cettina Bellia ha spiegato che “Il nostro Natale si esprime come senso di altruismo, testimoniato in questo film”.
Molto intenso e emozionante il momento in cui due pazienti hanno chiesto la parola. Si tratta di Michela Amorelli e Anna Mangione che hanno detto: “Qua io e tutti ci sentiamo a casa. Ogni volta che esco non vedo l’ora di rientrare. Qua non ci fanno sentire malati o fuori posto. Non siamo malati mentali ma abbiamo solamente dei disagi mentali e ben vengano queste attività. Sappiate che le comunità servono perché senza le famiglie non potrebbero sostenere i nostri bisogni perché non ne avrebbero capacità e possibilità”.

Da segnalare che prima della proiezione i ragazzi sono stati protagonisti della sacra rappresentazione del Presepe vivente.

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