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Operazione Duty Free. Le reazioni il giorno dopo

Marco-Campione-amministratore-Girgenti-acqueAll’indomani dell’operazione “Duty Free” condotta dalla Procura della Repubbluca di Agrigento e dalla Guardia di Finanza che ha smascherato un sistema di presunti favori e che vede indagate trenta persone, tra cui sedici sottoposti alle misure cautelari, sono arrivati tanti commenti che Corriereagrigentino.it vi riporta qui di seguito

MARIELLA LO BELLO (vicepresidente della Regione) “Un plauso alla Procura della Repubblica e alla Guardia di Finanza che, con l’operazione di ieri hanno smantellato un sistema di connivenze e malaffare che mina quotidianamente la vita dei cittadini onesti. La pubblica amministrazione rivela un volto che già dall’insediamento del Presidente Crocetta, avevamo intravisto e per smontare il quale, ci siamo mossi anche a livello centrale, mediante provvedimenti spesso impopolari, ma che hanno avuto l’obiettivo di restituire credibilità e garanzie agli apparati e ai siciliani. Agrigento non è stata esente dal dimostrare di aver aderito ad un metodo che deve essere demolito con tutti i mezzi, ed il lavoro degli inquirenti, al quale oggi voglio tributare il mio apprezzamento, va in questa direzione. La Sicilia ha grandi potenzialità minate da attività illecite che procurano danni alla sviluppo e al merito dei siciliani, per questo, da parte mia c’è l’incitazione ferma a proseguire su questo cammino di risanamento, che potrà compiersi con il contributo di tutti”

MARIA GRAZIA BRANDARA (presidente del Consorzio per la Legalità e lo Sviluppo) “Non c’è sviluppo senza affermazione della legalità e l’operazione Duty free condotta ieri inserisce un nuovo tassello in un mosaico di giustizia che stiamo costruendo e che siamo certi che, nel tempo, si affermerà. È questo il modo sano e fattivo con cui lo Stato dimostra di opporsi a quanti impongono la prevaricazione all’affermazione di quel diritto che garantisce l’imparzialità della Pubblica amministrazione. Un grande plauso dunque agli inquirenti e ai cittadini che denunciano le vessazioni, che avranno sempre al loro fianco il Consorzio che ho l’onore di rappresentare.”

MATTEO  MANGIACAVALLO 8deputato agrigentino del Movimento 5 Stelle) “Possiamo definirla come la risposta del mondo giudiziario a chi dubitava che tutto fosse fermo. Quanto avvenuto rappresenta un’iniezione di fiducia per tutti coloro i quali, come noi, continuano ad avere massima fiducia nel sapiente lavoro, bistrattato e poco remunerato, svolto dalle forze dell’ordine ogni santo giorno. A loro vanno i nostri ringraziamenti e la nostra riconoscenza. Tra gli ‘arresti eccellenti’ anche quello dell’imprenditore Marco Campione, presidente della Girgenti Acque e quello di Pietro Pasquale Leto, direttore dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento. Ci lascia sgomenti il coinvolgimento dei vertici dell’Agenzia delle Entrate, Istituzione che dovrebbe controllare e far applicare la legalità e che invece, nel caso specifico, faceva il contrario. È l’indice negativo che esiste un sistema marcio, totalmente marcio, marcio fino all’osso. Se quanto rappresentato dall’accusa sarà confermato ci aspettiamo una pulizia degna di tale nome, a tutti i livelli. Quella pulizia che il mondo politico, assente e stranamente silente in questa vicenda, non ha ancora voluto fare. Tutti i partiti, Movimento 5 Stelle escluso, tengono dentro indagati e condannati e questi poi, in Parlamento, fanno pure le leggi che i cittadini dovrebbero osservare. Tutto assurdo. Non ci stupisce che tra le accuse rivolte a Marco Campione possa trovarsi anche quella d’aver assunto la figlia del direttore dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento in cambio di favori. Sarebbe una prova provata di quanto affermato dal procuratore Fonzo, ovvero che la Girgenti Acque si comporta come un ‘assumificio’. Su questo aspetto abbiamo chiesto di tutto e di più e restiamo fiduciosi, oggi meglio che ieri, nell’ottimo lavoro che sta svolgendo e saprà svolgere la magistratura. Siamo convinti, quanto loro e più di loro, che quanto accaduto in questa operazione rappresenti la punta dell’iceberg di un sistema che va smantellato dalla base. Le ricadute di questo sistema marcio pesano esclusivamente sui cittadini e sulle famiglie del nostro libero consorzio che con le fatture dell’acqua, giusto per citarne una, pagano probabilmente anche le spese di tanti ‘favori’ al politicante di turno. Vorrei invitare i ‘complici’ di questo sistema a ritornare sui loro passi e a lasciare il campo. Quanto accaduto ieri deve farli riflettere e ricredere. Vorremmo tornare alla gestione pubblica dell’acqua, ora e subito, e con l’acqua pubblica anche ad una gestione sana dei beni comuni”.

FRATELLI D’ITALIA AGRIGENTO –  portavoce provinciale Giuseppe Ciulla “Finalmente Agrigento può respirare aria di legalità. Ci stupisce e restiamo attoniti, quando funzionari pubblici siano coinvolti in atti di corruzione; quegli stessi funzionari che in teoria dovrebbero essere preposti a far rispettare le regola e leggi. Un sistema che appare legato al mondo imprenditoriale e che si auspica, con le inchieste in corso, possa essere debellato per far tornare ad Agrigento la legalità. La società civile tutta deve stringersi attorno alla magistratura agrigentina affinché anche dal ‘basso’ possa esserci un senso di ribellione verso una ‘cappa’ che opprime le forze sane di questa terra. Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale della provincia di Agrigento sarà sempre al fianco di chi combatte fenomeni corruttivi come quelli portati alla luce ieri. Il nostro è un impegno costante che facciamo giornalmente anche con piccoli gesti”.

CGIL CISL UIL – Segretari generali provinciali Massimo RASO Maurizio SAIA Gero ACQUISTO “Esprimiamo il nostro compiacimento per la continuità dell’azione della Magistratura Agrigentina, volta a reprimere il cancro della corruzione, della truffa e dell’abuso di potere che, insieme alla criminalità mafiosa, sono i più grandi mali che opprimo il rilancio economico e sociale della nostra provincia. È particolarmente grave verificare come pezzi dello Stato piuttosto che contrastare il fenomeno della evasione fiscale, realizzino affari con contribuenti disonesti. Non dev’essere più tollerato che una parte dello stato favorisca l’illegalità mentre l’altra, con grande difficoltà, è impegnata a reprimerla: è un costo che la collettività non può permettersi.  Altrettanto grave è verificare come in una provincia dove il lavoro è merce rara come essa diventi ‘merce di scambio’. Era una cosa che avevamo visto con la mafia che insieme al pizzo imponeva l’assunzione di manodopera ed ora vediamo con i fatti corruttivi. Nello specifico tali fatti, se accertati, gettano ulteriori ombre sulla gestione di ‘Girgenti Acque’ e ci fanno chiedere se sia possibile che un concessionario di un servizio pubblico possa non essere a posto con i requisiti morali che sono presupposto del rapporto con la Pubblica Amministrazione. Siamo solo all’inizio, si tratta solo della punta dell’Iceberg, con questa determinazione e costanza nell’attività di repressione della illegalità, a breve sarà possibile un ‘reset’. Questa opera va sostenuta con forza ed il sindacato Confederale sarà sempre con chi vuole costruire una provincia pulita, libera dalla mafia e dalla corruzione”.

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