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Canicattì, una veglia di preghiera per la pace

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Canicattì – “Vieni Signore Gesù, il mondo ha bisogno di te”. Iniziando da queste parole la comunità ecclesiale di Canicattì ha pregato per la pace. In un momento in cui i termini guerra e terrorismo incutono timore nella gente,  centinaia di persone hanno invocato la venuta di Gesù in nome dell’amore e della fratellanza.

Il momento di preghiera si è svolto nella chiesa di santa Chiara, dove sono accorsi i fedeli delle varie parrocchie cittadine, insieme a tanti sacerdoti locali ed a sei novizi della famiglia dei padri vocazionisti, in questi giorni a Canicattì.

La celebrazione si è aperta alle 21,30  con l’accensione di una lampada, posta dinanzi all’altare, simbolo del Signore, “la luce che illumina il mondo”, come ha cantato l’assemblea.

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l’accensione della lampada
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l’icona di Maria

Tra i momenti forti l’infiammare del braciere con l’incenso, che col suo profumo ha inebriato il luogo di culto, e l’accoglienza di un’icona di Maria.

“Vieni Signore Gesù, il mondo ha bisogno di te – ha rimarcato il vicario foraneo don Giuseppe Argento – Vieni Signore Gesù a intenerire i cuori di coloro che governano il mondo, vieni con potenza a mettere nel cuore di ogni uomo il desiderio della pace; vieni Signore Gesù a togliere il cuore di pietra dagli uomini e a mettere un cuore di carne, vieni a liberare la nostra mente dai desideri che ci portano ad odiare, vieni a togliere i pensieri malvagi che ci spingono a commettere il male. Abbiamo bisogno del fuoco del tuo amore che riscalda le nostre vite tiepide Abbiamo bisogno di essere coperti dal manto del tuo amore”. E continuando il vicario foraneo ha invocato la venuta del Signore sulle famiglie di Canicattì’, ed in particolare, sugli sposi in difficoltà e sui giovani, troppo spesso lontani da Dio e alla ricerca della felicità nelle cose effimere . “Vieni Signore Gesù il mondo ha bisogno di te, la Chiesa ha bisogno di te – ha aggiunto – in questo tempo speciale di Avvento siamo chiamati ad essere coloro che precedono, come Maria, che prendono l’iniziativa nei confronti di Dio e degli altri. Dobbiamo precedere nell’amore e non aspettare di essere amati, senza paura”.

Prima della benedizione finale, ai presenti sono state distribuite della candele, che sono state accese dalla lampada centrale, per simboleggiare la luce che viene da Dio, affinché ciascuno possa essere luce per quanti incontra nel suo cammino.

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