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Cgil, Cisl e Uil scrivono alla Lo Bello sui problemi della provincia di Agrigento

lo_bello_mariella-Agrigento. Uniti in un percorso di “lotta” unitario, Cgil, Cisl e Uil, rappresentati da Massimo Raso, Maurizio Saia e Gero Acquisto, hanno inviato una lettera al vicepresidente della Regione Mariella Lo Bello aprendo “un ragionamento con chi era e rimane l’unica rappresentante di questa provincia all’interno del Governo della Regione”.

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I tre rappresentanti sindacali offrono un quadro di quello che è il mondo del lavoro agrigentino e siciliano che vivono una condizione di grande sofferenza. “I disoccupati, – scrivono – secondo gli ultimi dati, sono il doppio rispetto alla media nazionale. Negli anni della crisi si sono persi 170.000 di posti di lavoro. Il Pil nell’Isola, dal 2008 al 2014, ha registrato una caduta del 17%, con punte del – 40% nel settore Industria e del – 58% in quello delle Costruzioni. Nessuna  prospettiva si è aperta per i giovani, se non quella di un tirocinio che difficilmente alla scadenza sarà confermato come lavoro, mentre per i precari storici  non arriva ancora la stabilizzazione e addirittura diventa sempre più difficile ottenere finanche l’ennesima proroga dei contratti in essere. Nella Formazione professionale e per quanto riguarda gli Sportelli Multifunzionali, la mancanza di una riforma ha causato migliaia di licenziamenti e adesso i tagli rischiano di abbattersi anche sulla Forestazione e sui Consorzi di Bonifica, ambiti fondamentali per sviluppare una seria politica di tutela del territorio.  Drammatica è la condizione in cui versano le infrastrutture viarie e i collegamenti: autostrade interrotte, rete stradale abbandonata a se stessa, collegamenti marittimi e ferroviari assolutamente insufficienti. Con queste condizioni è difficile mantenere standard produttivi competitivi, attirare investimenti e creare buona occupazione”.

Per Raso, Saia e Acquisto “non  bisogna sprecare l’occasione di utilizzare bene le risorse dei Fondi strutturali della nuova programmazione europea 2014-2020,  così come sarebbero urgenti e necessarie risorse per gli ammortizzatori sociali”. E ancora si spinge  “per la modernizzazione della rete ferroviaria, della portualità e della logistica e si segnala che Agrigento è e, purtroppo resta, ancora  da ‘collegare al Mondo’ “.

Ma non finisce qui, infatti la nota evidenzia come nell’Agrigentino serva “Chiudere questa vergognosa pagina delle Terme di Sciacca; dire parole definitive sul futuro della Italkali e delle Aree Industriali; sbloccare l’edilizia pubblica e privata con particolare riferimento alle infrastrutture, al recupero dei centri storici (ad Agrigento chiudere l’annosa “ questione Cattedrale”), alla vivibilità delle città; avere una politica per salvaguardare la pesca e le Marinerie di Sciacca, Licata e Porto Empedocle; investire sui beni culturali e sulla cultura (la valle dei templi ed il resto delle bellezze storiche e ambientali, i percorsi eno-gastronomici, il rilancio del turismo); chiarezza sul polo universitario agrigentino; non perdere un centesimo delle risorse per migliorare la qualità dell’assistenza sociale e sanitaria per migliorare la qualità della vita dei soggetti deboli come anziani, disabili, bambini; abbattere il peso opprimente delle bollette di acqua e rifiuti ritornando ad una gestione pubblica ed oculata di questi servizi”.

Su tutte queste questioni, Raso e Saia e Acquisto vorrebbero quindi avere con la Lo Bello “un confronto ravvicinato, affinché Tu possa assumere, a nome del Governo, gli impegni che servono a definire le questioni richiamate”.

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