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Lavoro, sviluppo, legalità. Il prossimo sabato Cgil, Cisl e Uil in piazza ad Agrigento

Bandiere-Cgil-Cisl-Uil1Cgil, Cisl e Uil tracciano un quadro altamente drammatico: “Il mondo del lavoro siciliano vive una condizione di grande sofferenza. I disoccupati sono il doppio rispetto alla media nazionale. Negli anni della crisi si sono persi 170.000 di posti di lavoro. Il Pil nell’Isola, dal 2008 al 2014, ha registrato una caduta del 17%, con punte del – 40% nel settore Industria e del – 58% in quello delle Costruzioni. Nessuna  prospettiva si apre per i giovani, se non quella di un tirocinio che difficilmente alla scadenza sarà confermato come lavoro, mentre per i precari storici  non arriva ancora la stabilizzazione e addirittura diventa sempre più difficile ottenere finanche l’ennesima proroga dei contratti in essere”.

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Di fronte ad un quadro così drammatico non si può rimanere inermi e allora le tre sigle sindacali hanno indetto una manifestazione per sabato 31 ottobre con concentramento davanti la Camera di Commercio di Agrigento e corteo lungo la via Atenea. Un corteo a cui parteciperanno i segretari generali Massimo Raso, Maurizio Saia e Gero Acquisto e il segretario regionale Cisl Sicilia Rosanna La Placa e a cui sono stati invitati tutti i sindaci agrigentini per “essere protagonisti di questa battaglia per rilanciare questa provincia, la sua economia ed il suo sviluppo sostenibile”.

In particolare, secondo Cgil, Cisl e Uil, per la provincia di Agrigento occorre “Chiudere questa vergognosa pagina delle ‘Terme di Sciacca’; dire parole definitive sul futuro della Italkali e delle Aree Industriali; sbloccare l’edilizia pubblica e privata con particolare riferimento alle infrastrutture, al recupero dei centri storici, alla vivibilità delle città; avere una politica per salvaguardare la pesca e le Marinerie di Sciacca, Licata e Porto Empedocle; investire sui beni culturali (la Valle dei templi ed il resto delle bellezze storiche e ambientali, i percorsi eno-gastronomici, il rilancio del turismo); non perdere un centesimo delle risorse per migliorare la qualità dell’assistenza sociale e sanitaria per migliorare la qualità della vita dei soggetti deboli (anziani, disabili, bambini); abbattere il peso opprimente delle bollette di acqua e rifiuti ritornando ad una gestione pubblica ed oculata di questi servizi”

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