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“Storie di Sicilia”, il pensiero della gente

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Ogni sabato, sul Corriere, il pensiero della gente sui temi più importanti della nostra terra di Sicilia

A volte, scorrendo pagine di giornali, siti internet e leggendo alcune notizie ci troviamo a volere esprimere sentimenti di disagio, disappunto, meraviglia, protesta, condivisione o plauso ma in molti rinunciamo a farlo, per timidezza, mancanza di tempo o dimestichezza con i comunicati stampa, i messaggi sui social network vari, gli indirizzi e-mail, per stanchezza e sfiducia.

Eppure vorremmo far sentire la nostra voce ed opinione su aspetti importanti che riguardano la cronaca, la società, l’economia, il lavoro, la disoccupazione e l’ordine pubblico; per non parlare della quotidianità, del costo della vita, del caro servizi di pubblica utilità, di tasse, tributi e fisco, dell’incuria delle strade abbandonate a “trazzere”, dell’assenza di infrastrutture, dello stato delle scuole pubbliche, della mancanza di istruzione universitaria che costringe intere famiglie a dividersi dai propri figli e fratelli per rincorrere il miraggio di una laurea e, dopo tanti sacrifici per restarci pure disoccupati. Al contrario permane il diritto alla scuola elevata di censo per i pochi ricchi e gli sparuti nobili rimasti.

Manca il senso civico, la competenza, la preparazione; mentre sono di larga diffusione l’arroganza e l’ignoranza di larga parte della politica e di quella organizzata dell’associazionismo di maniera, gretto ed arretrato, sindacale e padronale, che ha il pregio di avere distrutto i diritti conquistati negli anni 70 dove dopo l’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, rimarrà nella storia un inutile sciopero nazionale virtuale, di 3 ore solamente.

Lavoratori…una specie in fase di estinzione. Eppure dilagano associazioni sindacali, patronati, Caf, società di intermediazione di servizi per il lavoro “QUALE?”

Evidentemente è più facile erogare comunissimi servizi, pagati dallo Stato a punto pratica, che difendere, tutelare, lottare per assicurare alla gente diritti essenziali al lavoro, alla salute e ad una vita dignitosa.

Come vorremmo ci fosse qualcuno che potesse dar voce o espressione di parola o scritto al disagio sociale che vivono i giovani, le famiglie, gli anziani, la nostra piccola e media impresa, i commercianti al dettaglio e gli artigiani che, stretti nella morsa dell’assenza di credito, scompaiono ad uno ad uno inesorabilmente giorno dopo giorno per la profonda crisi di economica che flagella oramai migliaia e migliaia di famiglie, di uomini e donne, di genitori separati, di nuovi poveri.

Per non parlare del grave contrasto tra la nostra diffusa ed incipiente povertà, con gravi rischi quotidiani di disagio sociale e, di contro la spinta europea e nazionale a mostrarci solidali verso lo straniero, anche negli stenti quotidiani delle nostre popolazioni.

Volontariato. Che belle parole ascoltavamo da bambini essere il volontariato e la solidarietà che oggi hanno un solo significato, fare dell’accoglienza, della tutela e dell’assistenza operazioni meramente economiche e speculativamente occupazionali.

Il povero, il bisognoso, il disoccupato, il giusto, i giovani, oltre che sperare gratis solo in Dio, attraverso questa rubrica, potranno contare d’ora innanzi anche su di noi.
Firmato
“Il Pensiero dei Siciliani”

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