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La crisi delle Ipab siciliane. Il movimento di lotta “Ipab no stipendio no servizi” scrive a Crocetta

crocettaSicilia – “C’è un complotto finalizzato a mettere le mani sul patrimonio e fare gestire i servizi ai privati” . A denunciarlo è il movimento di lotta “Ipab no stipendio no servizi”, che raggruppa numerosi istituti pubblici di assistenza e beneficenza siciliani. Una presa di posizione dura quella del movimento che, stanco di promesse mai mantenute e della mancanza da parte della politica di seri interventi a sostegno del settore, in forte deficit, ha deciso di scrivere al presidente della Regione, Rosario Crocetta. Una lunga lettera nella quale la rete delle Ipab descrive la situazione attuale delle opere pie siciliane, i cui dipendenti non percepiscono gli stipendi da oltre settanta mesi e che porta alla luce un sistema che appare confuso. “Affarismi, più che rigore finanziario, a scapito dei servizi offerti a favore delle popolazioni più deboli – si legge nella nota – Crediamo che questi atteggiamenti “carbonari” trasversali della politica, in combutta con la burocrazia, siano finalizzati ad annichilire i già indeboliti Consigli di Amministrazione, che hanno la vera responsabilità penale patrimoniale ed amministrativa delle persone che, in stato di bisogno, sono affidate agli Enti”. Il movimento ricorda che le Ipab continuano ad ospitare ancora anziani e bisognosi,  i primi – a suo avviso – a pagare le conseguenze di questa crisi senza paragoni. “Vorremmo evidenziare che ancora l’utenza è presente negli enti! Chi ne pagherà le conseguenze? – interroga la missiva – Hanno un preciso obiettivo: ottenere la gestione sull’intero immenso patrimonio immobiliare. La Regione, avendo trovato l’accordo con gli Enti “di ispirazione religiosa” – segnala il movimento – svincolandoli in tal modo dal controllo regionale, di fatto può dare inizio al processo di risanamento del disavanzo delle Ipab attraverso la vendita dei beni patrimoniali”. Ma la rete non si ferma e suggerisce al governatore una serie di proposte per risanare il settore. “A nostro avviso occorre percorrere strade nuove, condivise tra le Istituzioni deputate ad assicurare i sociali e socio-sanitari, per risolvere il problema alla radice e non semplicemente affidare la soluzione fusioni tra Ipab come promesso negli ultimi disegni di legge”. “Ipab no stipendio no servizi” , infine, lancia un appello a Rosario Crocetta, in nome di quanti lo hanno preferito alle ultime elezione. “Allora, per chi in Lei e nella “sua” politica ci ha creduto e l’ha votato, Lei abbia il dovere di acquisire consapevolezza della reale situazione in cui versano le Ipab per giudicare in tutta serenità, affinché questa Sicilia si doti di una legge di riforma giusta e non facile. Ne abbia contezza – avverte – lotteremo in tutti i modi per fare venire fuori illegalità ed ingiustizie”.

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